Il racconto della storica sportellata di Marc Marquez su Jorge Lorenzo all’ultima curva di Jerez nel 2013. Un sorpasso spietato che ha sancito l’inizio di una nuova era nella classe regina.

il 5 maggio 2013 non è una data qualunque nel calendario del motociclismo moderno. Sotto il sole cocente dell’Andalusia, il tracciato di Jerez de la Frontera è stato il teatro di un evento che ha fatto da vero e proprio spartiacque nella storia della classe regina. Il rookie Marc Marquez, sin dalla prima gara in MotoGP, ha deciso di presentarsi al mondo non solo come un talento cristallino, ma come un predatore spietato. L’attacco di Marc Marquez su Jorge Lorenzo all’ultima curva dell’ultimo giro non ha assegnato la vittoria della gara (andata a uno stellare Dani Pedrosa, in fuga solitaria), ma ha segnato in modo indelebile l’inizio di una nuova, brutale e meravigliosa era della MotoGP.

Marc Marquez

La gara era stata una lunga partita a scacchi. Con Pedrosa lontano, a Lorenzo e al giovane Marquez era rimasto l’onere di giocarsi la seconda posizione. Il N.99 della Yamaha sembrava avere la situazione sotto controllo, pronto a respingere gli attacchi del rookie. Ma Marquez, alla sua terza apparizione in top class, correva con la spregiudicatezza assoluta di chi non ha nulla da perdere e un innato istinto letale.

L’ironia della sorte: il contatto alla “Curva Lorenzo”

All’ultimo giro, la tensione a Jerez si tagliava col coltello. Arrivati alla staccata finale, la famigerata curva 13 – che per un’incredibile ironia della sorte era stata ufficialmente ribattezzata proprio quel fine settimana “Curva Jorge Lorenzo” – si consuma il dramma sportivo.

Lorenzo imposta la traiettoria leggermente larga per far scorrere la sua M1; Marquez, vedendo uno spiraglio invisibile, molla i freni, intraversa la sua Honda e si infila all’interno a una velocità fuori logica per riuscire a chiudere la curva. Il contatto è tanto violento quanto inevitabile. La Honda colpisce la fiancata della Yamaha: Lorenzo viene sbalzato fuori traiettoria verso la via di fuga, mentre Marquez, appoggiandosi fisicamente all’avversario, riesce miracolosamente a raddrizzare la moto, chiudendo al secondo posto sotto la bandiera a scacchi. Un déjà-vu clamoroso che ha riportato alla mente di tutti il leggendario duello tra Valentino Rossi e Sete Gibernau del 2005.

La rabbia e il gelo del parco chiuso

Le immagini del parco chiuso restano scolpite nella memoria collettiva degli appassionati. Lorenzo, pieno di rabbia e con il sangue agli occhi, scende dalla moto scuotendo la testa. Quando Marquez gli si avvicina, gli tocca il braccio per chiedergli scusa e gli tende la mano, il maiorchino tira dritto senza guardarlo in faccia. Lorenzo lo respinge con un netto e glaciale gesto del dito, rifiutando categoricamente di stringergli la mano in mondovisione.

Marc Marquez

Quella sportellata di Jerez ha rappresentato molto più di un sorpasso al limite. È stata una vera e propria dichiarazione d’intenti e un brutale passaggio di consegne. Ha infranto il codice di “rispetto reverenziale” verso i veterani della griglia, dimostrando che il ragazzino di Cervera non avrebbe mai fatto sconti a nessuno. Quel giorno, l’intero paddock capì che le regole d’ingaggio del Motomondiale erano appena cambiate per sempre, piegate dal talento di colui che sarebbe diventato il padrone assoluto del decennio successivo.

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