Ai Ogura continua a stupire il mondo. Il pilota Trackhouse Aprilia ha chiuso il GP di Francia al terzo posto firmando non soltanto il primo podio della sua carriera nella top class, ma anche un risultato storico per tutto il motociclismo giapponese. L’ultimo pilota del Giappone capace di salire sul podio in MotoGP risaliva infatti al 2012 (Katsuyuki Nakasuga secondo con la Yamaha nel Gran Premio di Valencia del 2012). Un digiuno lunghissimo che Ogura ha interrotto con una gara intelligentissima, veloce e soprattutto maturissima. Eppure, nonostante il risultato storico, il rookie Aprilia a fine gara ha sorpreso, e anche strappato mezzo sorriso, diciamoci la verità, con una frase inaspettata: “In realtà sono triste.”

Il GP di Francia ha regalato anche un altro momento storico: il primo triplete Aprilia in MotoGP. Ogura ha completato una giornata perfetta per Noale salendo sul podio alle spalle di Jorge Martin e Marco Bezzecchi dopo una rimonta costruita giro dopo giro. Partito ottavo grazie anche all’assenza di Marc Marquez, il giapponese ha gestito una prima fase complicata per poi crescere enormemente nella seconda metà di gara. “Dopo le gare in Thailandia, Brasile e Austin volevamo almeno un podio. Soprattutto dopo Austin il team era molto dispiaciuto per quella gara, quindi sono davvero felice e grato al team Trackhouse.” Ha detto a fine gara al media scrum.
Una gara costruita sulla gestione
La gara di Ogura è stata molto più complessa di quanto racconti il risultato finale. Il giapponese ha ammesso di aver sofferto parecchio nella prima parte di gara, soprattutto dopo il sorpasso subito da Fabio Quartararo. “Ho avuto difficoltà nella prima parte della gara, specialmente dopo il sorpasso a Fabio. Poi sono andato lungo e il feeling con l’anteriore non era dei migliori.”
Da quel momento però qualcosa è cambiato. “Le sensazioni sono migliorate e questo mi ha permesso di superare anche Di Giannantonio e Acosta. Il ritmo era buono nel finale di gara, quindi sono soddisfatto.” Negli ultimi giri il pilota Trackhouse stava recuperando fortissimo su Marco Bezzecchi e sembrava avere un ritmo addirittura superiore rispetto all’Aprilia ufficiale. Alla fine però la gara è finita troppo presto. “Se ci fosse stato un altro rettilineo, forse ce l’avrei fatta. Avere un buon ritmo nel finale gara è bello, ma in realtà sono triste.”

Ogura è il primo pilota arrivato in MotoGP attraverso la Asian Talent Cup, il progetto creato per sviluppare giovani talenti asiatici verso il mondiale. “Significa molto per me e per i giapponesi. Credo che tutti i piloti asiatici stiano crescendo bene, quindi penso che se questo risultato fosse una motivazione aggiuntiva per loro, sarei contento.” Nonostante il podio, il pilota Aprilia ha già chiaro dove deve migliorare.
“Abbiamo ancora difficoltà sul giro secco, è il nostro punto debole insieme alla prima parte di gara.” Secondo Ogura però la direzione intrapresa è quella giusta. “Oggi nel quarto settore ero in linea con gli altri piloti. Poi riesco a gestire meglio nella seconda parte di gara, quindi sappiamo dove dobbiamo ancora migliorare.”
Come raccontato anche da Motosan.es, a rendere ancora più speciale il podio di Le Mans c’è stato anche un dettaglio personale: sugli spalti era presente suo padre, che raramente segue dal vivo le gare del figlio. “Non viene spesso alle gare, ma era qui e sono riuscito a conquistare questo podio. Il momento è stato perfetto.”
E adesso inevitabilmente il pensiero va già alla prima vittoria in MotoGP. “Vincere in Giappone sarebbe bello, ma al momento non ne ho idea. Continuerò a guidare e vedremo cosa succederà nelle prossime gare.”

