Assen arriva nel momento giusto: Bulega domina, ma nessuno pensa a un weekend semplice
Il Mondiale Superbike 2026 sbarca ad Assen con un copione che, almeno in classifica, sembra già molto chiaro: Nicolò Bulega arriva da un inizio perfetto, ha vinto tutte le gare disputate finora ed è saldamente al comando del campionato con 124 punti, davanti a Iker Lecuona e Axel Bassani. Ma il clima che si respira nel paddock è meno lineare di quanto dica la graduatoria. Il leader c’è, ed è nettissimo. Però il Round d’Olanda viene percepito da tanti come una tappa in cui gli inseguitori possono tornare a stringere il gruppo.
Non è un caso che il tema più forte emerso alla vigilia sia proprio questo: i rivali stanno crescendo. Lo sa Bulega, che arriva con tutta la fiducia del mondo ma senza voler trasformare Assen in una caccia ai record. Lo sanno i piloti che inseguono, da Bassani a Lecuona, passando per Oliveira, Locatelli, Sam Lowes, Gardner e Montella. Tutti, in modi diversi, vedono nella pista olandese una possibilità concreta per rimettere qualcosa in discussione.

Il leader del Mondiale arriva ad Assen con una base di fiducia enorme, ma anche con una lucidità che racconta bene il suo approccio a questo avvio di stagione. Il tema del record di vittorie consecutive, inevitabilmente, accompagna il weekend. Lui però ha scelto di raffreddarlo subito, parlando ai microfoni di WorldSBK.com, spostando tutto sull’obiettivo vero.
“Arrivo qui con un feeling incredibile dato che finora ho vinto tutte le gare. È importante restare concentrato e continuare a lavorare con il team, dato che i rivali sono forti e si stanno rafforzando sempre di più”. E ancora: “Non sono troppo interessato a battere il record di vittorie consecutive di Toprak; se ci riesco, bene, altrimenti niente di drammatico. La cosa importante è vincere le gare e provare a centrare l’obiettivo principale che è quello di vincere il Campionato”.
Dentro queste parole c’è una chiave molto interessante. Bulega arriva da Portimao con tre vittorie, ma lui stesso ha ammesso che il feeling non era stato pieno come in Australia. Per questo Assen, più che una passerella, può diventare un test ancora più indicativo. “Onestamente a Portimao il feeling non era al 100% come accaduto in Australia. Qui spero di correre con maggiore naturalezza e con un feeling migliore”, ha spiegato. E poi ha aggiunto due passaggi che accendono sia il weekend sia il mercato: “L’anno scorso sono andato forte, come anche alcune Yamaha. Iker andrà forte e dovremo vedere cosa farà Oliveira” e “Al momento, non ho notizie sul mio futuro… stiamo parlando anche con alcuni team di MotoGP”.
Lecuona arriva carico: Portimao ha cambiato il peso del suo weekend
Se c’è un pilota che esce davvero rafforzato dall’ultimo round, quello è Iker Lecuona. Il suo inizio di stagione racconta una crescita importante, confermata anche dalla classifica, che lo vede secondo nel mondiale. Ma soprattutto Portimao gli ha dato qualcosa di più del semplice bottino: gli ha dato legittimazione dentro al nuovo progetto Ducati.
Lo spagnolo arriva ad Assen con un messaggio molto chiaro: niente euforia fuori misura, ma fiducia alta. “Arrivo qui felice! Portimao è andata davvero bene per noi come team. L’obiettivo è restare calmi e continuare a lavorare nello stesso modo nel box e in pista”. La frase che pesa di più, però, è probabilmente questa: “A Portimao i risultati ci hanno permesso di dimostrare il nostro potenziale su questa nuova moto e con questo nuovo team”.
Lecuona lega questa tappa anche a un ricordo importante, perché proprio ad Assen conquistò il suo primo podio nel WorldSBK. E non manca un primo accenno di mercato: “Al momento ho un anno di contratto. L’obiettivo è firmare di nuovo con Ducati, ma è ancora troppo presto per parlarne”. È una dichiarazione che racconta bene la sua posizione: sereno, ma con la percezione di avere finalmente in mano un progetto serio da cui ripartire.
Bassani sente che questa pista può riportarlo sul podio
Tra chi guarda ad Assen come occasione concreta di rilancio c’è anche Axel Bassani, terzo in classifica generale e ancora ben dentro alla lotta alta del campionato. Portimao, a suo dire, è stato un weekend complicato, con poco feeling e lavoro non del tutto efficace. Proprio per questo il cambio pista viene letto quasi come una liberazione.
Bassani non si nasconde: “Portimao è stata piuttosto dura per noi; non ho avuto un gran feeling sulla moto e non mi sento di aver lavorato bene nel corso del weekend. Questo fine settimana cambieremo delle cose”. Ma il tono cambia subito quando parla di Assen: “L’anno scorso qui è stato un weekend positivo e rispetto a Portimao questo è un circuito migliore per la nostra moto”.
Il passaggio più forte, però, è quello sul podio: “Il nostro è sempre tra i pacchetti migliori dello schieramento e penso che abbiamo tutte le carte in regola per fare un buon lavoro. Non vedo perché non potremmo andare a podio”. E poi, nella sua lettura del weekend, fotografa bene anche gli uomini da tenere d’occhio: Bulega con qualcosa in più, Lecuona in grande crescita, Montella velocissimo e Sam Lowes potenzialmente pericoloso qui ad Assen.
Oliveira vuole allungare il momento positivo, ma su Assen resta prudente
Il round di Portimao ha lasciato in eredità una spinta emotiva fortissima a Miguel Oliveira, capace di prendersi il suo primo podio nel WorldSBK davanti al pubblico di casa. Ora però arriva una pista che, storicamente, non sembra tra le più semplici per BMW. Ed è proprio questo il punto da cui parte la sua analisi.

“Quello di Portimao è stato un weekend speciale e memorabile grazie al grande sostegno nei miei confronti”, ha detto il portoghese, prima di mettere subito il focus sulle difficoltà attese: “Provando ad analizzare quanto fatto negli anni scorsi da BMW, sembra una pista difficile ma proveremo a massimizzare le nostre risorse e punti di forza per essere il più vicino possibile alle posizioni di vertice”.
Oliveira individua già due aree delicate, curva e consumo gomme, ma intravede anche un piccolo margine tecnico sulla posteriore che potrebbe aiutare il team a soffrire meno. Non è una dichiarazione aggressiva, è una dichiarazione realista. E proprio per questo va presa sul serio: se BMW resterà vicina ai primi anche su una pista teoricamente meno favorevole, allora il suo salto di qualità inizierà a pesare davvero.
Yamaha cerca risposte: Locatelli vuole la svolta, Gardner ci crede ancora
Assen è anche la pista della speranza per chi ha iniziato la stagione con più dubbi che certezze. Andrea Locatelli lo dice apertamente: il suo 2026 è partito in salita, con poca costanza, tempi difficili da ripetere e un feeling strano con la moto. Ma proprio per questo il TT Circuit arriva in un momento quasi ideale, anche sul piano emotivo.
“È passato tanto tempo da quando ho vinto ma questa settimana prima di venire qui ho visto tanti video e rivisto la gara. Adoro questo tipo di pista, darò il mio 100%”, ha raccontato. Poi la parte più importante della sua analisi: “Finora non sono stato costante… forse abbiamo preso la decisione sbagliata sulla messa a punto su alcune cose”. E ancora: “Penso che presto riuscirò a ritrovare un buon feeling con la moto e tornare ad andare forte. Spero che questo weekend possa essere la chiave”.
Anche Remy Gardner vede Assen come una pista amica, adatta alla Yamaha e potenzialmente utile per rientrare nella zona che conta. “Ci siamo tolti delle belle soddisfazioni in passato, quindi, perché non ripetersi?”, ha detto. Il suo ragionamento tiene insieme fiducia e prudenza: tutte le case sono migliorate, servirà lavorare duramente, ma la sensazione è che la moto possa permettergli di lottare più vicino davanti rispetto a quanto visto altrove.
Rea e Sam Lowes: chi cerca dati e chi sente odore di primo podio stagionale
Il weekend olandese porta con sé anche due storie diverse ma interessanti. La prima è quella di Jonathan Rea, ancora impegnato nel ruolo di sostituto. Assen, per lui, non è mai una pista qualunque: il legame storico con questo circuito è enorme, e i 17 successi qui conquistati lo dimostrano. Ma il tono scelto resta molto concreto.
“Assen mi riporta in mente tanti bei momenti ed è un’altra occasione per accumulare chilometri sulla moto”, ha spiegato. E poi: “La scorsa settimana ho svolto un test. Mi sento più a mio agio e più pronto rispetto a quanto non fossi a Portimao”. Il suo obiettivo dichiarato è chiaro: raccogliere informazioni, usare i dati del test e incanalare meglio le idee di messa a punto emerse nell’ultimo round.
Dall’altra parte c’è Sam Lowes, che invece arriva ad Assen con un’ambizione molto più concreta sul risultato. Le due settimane in più dopo Portimao, per lui, sono state preziose sul piano fisico, e il polso non dovrebbe rappresentare un problema. “Mi sento più o meno al 100%, diciamo al 90% o al 99%. Questo weekend non mi aspetto alcun problema col polso”, ha detto.
La parte interessante è però l’obiettivo finale: “Ora che mi sento meglio speriamo di fare uno step per essere più vicini al vertice… Arrivo qui con tanta confidenza e motivazione per aumentare il mio bottino di podi e conquistare il mio primo podio dell’anno”. Su una pista dove si è già trovato molto bene, Sam può davvero essere uno dei nomi da seguire.
Montella arriva con rabbia lucida: il passo c’era, ora servono i punti
Tra i profili più intriganti della vigilia c’è anche Yari Montella, perché il suo Portimao è stato il classico weekend che lascia più frustrazione che sconforto. Il passo c’era, la possibilità di giocarsi il podio pure, ma alla fine il bottino è stato zero. Per questo il tempo tra un round e l’altro gli è servito più mentalmente che tecnicamente.
“Dopo Portimao, avevo bisogno di una pausa per analizzare il mio weekend, un po’ ad alti e bassi, avevamo il passo per lottare per il podio ma alla fine siamo tornati a casa senza niente”, ha spiegato. E poi la frase che definisce il suo approccio ad Assen: “In queste due settimane ho analizzato e ora arrivo qui ad Assen pronto per dire la mia”.
Montella racconta di avere già individuato, dati alla mano, il punto in cui perdeva di più qui l’anno scorso. E soprattutto insiste su una cosa: le cadute di Portimao non cambiano la convinzione di essere veloce. In un weekend dove tanti cercano conferme, lui sembra uno di quelli che arrivano con il desiderio più forte di rimettere subito il proprio nome nella lotta alta.

