Era il 27 luglio, nono appuntamento della stagione MotoGP 2003. La MotoGP viveva ancora dentro la prima grande fase, quella dell’era quattro tempi, con la Honda RC211V come riferimento tecnico e Valentino Rossi come uomo da battere. Il rivale principale del Dottore? Sete Gibernau. Anche lui con la Honda, però del team Gresini. A fine stagione non avrà le carte in regola per giocarsi il mondiale contro Rossi, semplicemente imbattibile, che creerà un gap di 80 punti.

Ma ritorniamo a quel 27 luglio. La pole era andata a Max Biaggi, che però non arrivò al traguardo. La corsa diventò velocemente una questione tra Gibernau e Rossi. Giri interi in cui il copione sembrava sempre lo stesso, Gibernau dettava il ritmo, Rossi incollato, che lo studiava per capire dove affondare l’attacco. I due rifileranno più di tredici secondi al terzo in gara, la Ducati di Troy Bayliss, che era alla sua seconda stagione di MotoGP. 

Poi si arriva all’ultimo giro. Rossi, dopo essere stato dietro Sete per gran parte della gara, riuscì a passarlo nell’ultimo settore, uscendo forte dal discesone per curva 12 e completando il sorpasso. Il Doc era riuscito a passare e mettere le sue ruote davanti a quelle di Sete. Sembrava quasi fatta. All’ultima curva, cioè quella dopo, strinse la traiettoria per evitare l’attacco dello spagnolo, che invece la prese più larga e uscì fortissimo, beffando il 46 proprio sul traguardo per soli 60 millesimi. Qui puoi rivedere la gara completa.

Una vittoria che sembrava lanciare ancora di più la stagione di Sete, che prima del Sachsenring aveva vinto SudafricaFrancia e Olanda. Tra Valentino e Gibernau c’erano soltanto 22 punti e sembrava che sarebbero andati a giocarsi il mondiale fino alla fine. Invece Valentino dopo la gara in Germania vinse Repubblica CecaPortogalloBrasile, concluse secondo dietro Biaggi a Motegi, e vinse di nuovo in MalesiaAustralia e Valencia, l’ultima vittoria con la Honda. Arrivò sempre davanti a Gibernau, in un dominio totale che gli portò il quinto titolo mondiale. 

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