Luca Marini chiude in testa le prime prove libere del GP di Francia davanti ad Acosta. Equilibrio estremo in pista, ma il vero mattatore è Di Giannantonio: passo gara devastante a gomme usate.

Il venerdì mattina del Gran Premio di Francia si apre all’insegna dell’equilibrio assoluto. La prima sessione di prove libere (FP1) sullo storico tracciato di Le Mans ha regalato una classifica cortissima e posizioni completamente rimescolate. Sotto un cielo per il momento sereno, i team hanno sfruttato ogni minuto a disposizione per simulare le condizioni di gara, consapevoli che il rischio della pioggia potrebbe affacciarsi minaccioso proprio nella giornata di domenica.
A rubare la scena con il miglior crono della mattinata è stato, a sorpresa, Luca Marini. Il pilota pesarese ha piazzato la zampata decisiva fermando il cronometro sull’1:30.857, un tempo di assoluto rispetto che gli ha permesso di mettersi alle spalle il sempre aggressivo Pedro Acosta (secondo a +0.208) e l’idolo di casa Johann Zarco, bravissimo a infiammare subito il pubblico francese con un ottimo terzo posto (+0.252).
Il vero MVP è Diggia: un passo gara spaventoso
Se la classifica premia il giro secco di Marini, l’analisi del lavoro ai box racconta un’altra verità: l’uomo della sessione è stato senza dubbio Fabio Di Giannantonio. Il romano della VR46 ha chiuso con il quarto tempo (+0.268), ma con una costanza di passo da paura.

Mentre molti avversari cercavano il tempo con mescole più fresche, “Diggia” si è concentrato esclusivamente sul lavoro in ottica gara, martellando tempi spaventosi e costanti con gomme estremamente usurate. Una dimostrazione di forza e di feeling totale con la sua Ducati che lo candida di diritto come uno dei papabili protagonisti per la Sprint e per la gara domenicale. Alle sue spalle chiudono la top 10 Raul Fernandez, Rins, Alex Marquez, Ogura, Marc Marquez e Brad Binder, tutti racchiusi in un fazzoletto di appena mezzo secondo.
Tempi strettissimi e il “nascondino” dei pretendenti al titolo
Basta scorrere la classifica per capire che le FP1 di Le Mans sono state una gigantesca partita a poker. I distacchi sono microscopici: l’intera top 18 è racchiusa in appena otto decimi. In questo scenario di estremo equilibrio, spicca l’assenza ai vertici dei grandi favoriti per il Mondiale.
Il leader del campionato Marco Bezzecchi (14° a +0.675), Jorge Martin (15°) e Pecco Bagnaia (addirittura 18° a +0.809) hanno chiaramente badato a lavorare. Nessun time attack per i pesi massimi della griglia, che hanno preferito concentrarsi unicamente sui setting di base in vista delle pre-qualifiche del pomeriggio, quando il cronometro conterà davvero per centrare l’accesso diretto alla Q2. Da segnalare anche il ritorno in pista di Jonas Folger, chiamato a sostituire Vinales in sella alla KTM, che chiude la classifica prendendo confidenza con i ritmi folli della top class.
Tutti, però, lavorano con un occhio rivolto al cielo: c’è una piccola ma non trascurabile possibilità che domenica la pioggia torni a bagnare Le Mans. E se le nuvole dovessero aprirsi, il lavoro svolto oggi sull’asciutto potrebbe essere completamente azzerato.

