Fabio Quartararo promuove la nuova aerodinamica, lavoro intenso sui dati per Alex Rins in vista di Le Mans.
I test a Jerez hanno visto una Yamaha in puro assetto da combattimento. La casa di Iwata, reduce da un avvio di stagione amaro, ha lavorato sodo. Gli ingegneri giapponesi hanno messo sul piatto un massiccio pacchetto di aggiornamenti. I piloti hanno lavorato sodo per cercare di estrarre la M1 dalla crisi tecnica che la attanaglia.

A caricarsi sulle spalle il peso dello sviluppo è stato il solito, instancabile Fabio Quartararo. Il francese ha trasformato la sua giornata in una maratona, macinando la bellezza di 80 giri e chiudendo con un solido settimo tempo nella classifica combinata. Il lavoro del Diablo non si è limitato a semplici rifiniture. Ha dovuto valutare il telaio già provato durante il fine settimana di gara, abbinandolo a un forcellone nuovo, a nuove logiche elettroniche e a una serie di pacchetti aerodinamici profondamente rivisti.
La chiave aerodinamica: la M1 ritrova confidenza sull’anteriore
Proprio sul fronte dell’aerodinamica, sembra essersi acceso un barlume di luce nel buio tecnico. Quartararo ha bocciato alcune soluzioni, ma ha promosso a pieni voti l’ultima specifica di carenatura testata a fine giornata, definendola la più positiva dell’intero lotto. La combinazione tra questo nuovo pacchetto e il bilanciamento dell’assetto ha restituito a Fabio una dote fondamentale che mancava da troppo tempo: il feeling con l’avantreno.
Ritrovare confidenza sull’anteriore significa per Quartararo poter forzare l’ingresso in curva e, come ha sottolineato lui stesso, capire esattamente dove si trovi il limite della moto. Un progresso importante in vista del prossimo appuntamento casalingo a Le Mans, dove, omologazioni permettendo, il team porterà in pista il risultato del lavoro svolto in Andalusia per capire se la strada imboccata è finalmente quella della rinascita.

Il lavoro oscuro di Rins e il mirino puntato sulla Francia
Dall’altra parte del garage, la giornata di Alex Rins è stata meno incentrata sulla ricerca della prestazione pura e più focalizzata sull’incrocio dei dati. Seppur Alex sia stato escluso dai piani di Yamaha dal prossimo anno, ha comunque detto la sua. Ha testato un ventaglio ampissimo di elementi tecnici per fornire riscontri diretti agli ingegneri. Un lavoro di sgrosso essenziale, definito molto positivo dallo stesso pilota, che ha permesso a Yamaha di raccogliere informazioni per definire i prossimi passi dello sviluppo.
L’obiettivo è presentarsi a Le Mans, tracciato gradito dai due, con una moto capace di confermare i passi avanti visti a Jerez. Bisogna e di accorciare il divario dalle dominanti Case europee.

