Carlos Ezpeleta ha confermato la volontà della MotoGP di introdurre in futuro un budget cap per i costruttori. Tutto questo per frenare l’escalation dei costi e uno sviluppo tecnico sempre più estremo

La MotoGP vuole mettere un freno alla corsa agli investimenti dei costruttori. Parliamoci chiaro, non è una cosa che accadrà domani e probabilmente nemmeno nel prossimo breve futuro, ma la direzione indicata da Carlos Ezpeleta è piuttosto chiara. Nei prossimi anni potrebbe essere introdotto in MotoGP un vero budget cap, cioé un tetto massimo per le risorse e le spese dei team e delle case per sviluppare e portare innovazioni. In una lunga intervista concessa a Motorsport.com, il direttore sportivo della MotoGP ha spiegato perché considera questa misura sempre più importante.

“Noi non abbiamo un problema in pista. La MotoGP non ha un problema di spettacolo, quindi un limite di budget non risolverebbe nulla dal punto di vista sportivo. Però negli sport motoristici, quando sei disposto a investire qualsiasi cosa pur di vincere, entri in un terreno pericoloso per tutti gli altri concorrenti. Se inizi a spendere troppo, il problema non riguarda solo te, ma trascini gli altri team e costruttori in un’escalation senza fine”.

“Non importa quanto spendi, ma quanto spendi rispetto agli altri. E non importa quanto sei veloce, ma quanto lo sei rispetto agli altri. Anche perché alla fine vince uno solo. Un team, un costruttore e un pilota. Punto. Ma i 22 piloti, gli 11 team e i cinque costruttori devono potersi guadagnare da vivere con questo”.

Non aspettiamoci comunque una rivoluzione immediata. Gli accordi commerciali e di governance attualmente definiti coprono i prossimi cinque anni e qualsiasi modifica importante richiederebbe il consenso delle parti coinvolte. “Per i prossimi cinque anni è già stato concordato tutto. Qualsiasi cambiamento richiederebbe il consenso di tutte le parti”. Cosa che evidentemente non è possibile raggiungere con facilità.

“Non si tratta semplicemente di dire: accordiamoci per spendere un massimo di 50 milioni di euro. Bisogna scriverlo in maniera estremamente precisa per garantire che non esistano vuoti legali. Dobbiamo costruire un quadro giuridico molto solido: un budget cap reale e senza falle. Alcuni costruttori possono ridurre significativamente i budget”

Secondo Ezpeleta esiste oggi un margine concreto per spendere meno. “Credo che alcuni costruttori abbiano un margine significativo per ridurre i loro budget, se tutti concordiamo di farlo in maniera sensata e giusta”.

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