Editoriale di Simone Landi
Nicolò Bulega conquista a Cremona il titolo Superbike 2026 dopo una stagione semplicemente irreale, con 26 vittorie in 30 gare ed essendo salito sempre sul podio. Dopo essere ripartito da zero, ora il prossimo capitolo si chiama MotoGP

Ventisei vittorie in trenta gare. Venticinque successi consecutivi. Sempre sul podio. Nicolò Bulega si è preso il Mondiale Superbike 2026, lo ha accartocciato e trasformato nel suo campionato. A Cremona gli sono bastati anche tre secondi posti per chiudere matematicamente i conti con sei gare ancora da disputare, diventando il secondo italiano campione WorldSBK dopo Max Biaggi e il primo a riuscirci con Ducati. E pensare che quello italiano è stato, statisticamente, il suo peggior round dell’anno. Follia.
Bulega nel 2026 ha portato a 25 la striscia di vittorie consecutive, superando il precedente record di Toprak Razgatlioglu, ed è arrivato a 43 podi consecutivi. A Cremona si presentava avendo conquistato praticamente tutto, con 26 vittorie nelle prime 30 gare, tutte queste concluse sul podio, e 25 giri veloci su 29 prima di Gara 2. Numeri che raccontano un massacro sportivo.

Era il ragazzino che tutti indicavano come “il prossimo Valentino Rossi”, poi Moto3, Moto2 e una carriera che sembrava essersi persa. Nel 2022 scelse la Supersport definendola poi la sua ultima possibilità per restare un pilota professionista. Ha vinto quel Mondiale nel 2023, è arrivato due volte secondo in Superbike dietro Toprak e alla terza occasione non ha lasciato praticamente niente agli altri.
Nel 2027 Bulega torna da dove era partito, nel team VR46, ma questa volta entrerà dalla porta principale della MotoGP, sulla Ducati 850cc che ha contribuito personalmente a sviluppare e con Fermín Aldeguer al fianco. Non sappiamo cosa riuscirà a fare nella classe regina l’anno prossimo, ma sappiamo cosa si porta dietro: un pilota che è caduto, si è ricostruito e oggi è Campione del Mondo. Goditela, Nico. Poi dritti a prendersi la MotoGP.

