Fabio Quartararo cade a Brno e racconta il momento più difficile della sua stagione con Yamaha. Il francese non sente più il limite della moto e ammette: “Quest’anno sono perso”.

Fabio Quartararo non cerca più nemmeno di nascondere la frustrazione. Il Gran Premio di Brno è durato pochi giri per il pilota Yamaha, finito a terra mentre provava a risalire da una posizione già complicata. Un altro zero, un’altra domenica da dimenticare, ma soprattutto un’altra dichiarazione che fotografa il momento nerissimo del campione del mondo 2021.
La Yamaha continua a non dargli gli strumenti per lottare dove vorrebbe. Ma il problema, almeno nelle parole di Quartararo, non è soltanto la mancanza di prestazione pura. È qualcosa di più profondo: il francese non sente più il limite.
Quartararo era scattato dalla quindicesima casella e, prima della caduta, era riuscito a risalire fino alla dodicesima posizione. Non una rimonta vera, ma almeno un tentativo di dare un senso alla gara. “Il mio debrief sarà molto corto. Ieri abbiamo visto che all’inizio della gara non stavo frenando abbastanza. Questa mattina ci siamo detti che dovevo frenare più tardi all’inizio, però la sensazione non era davvero lì”, ha spiegato come riportato da Motosan.es.
Il francese ha provato comunque ad attaccare. “Ho fatto alcuni sorpassi al limite, ho passato Brad Binder, Maverick Viñales e Luca Marini. Però solo nell’ultimo giro e mezzo. I miei commenti sono molto chiari: provo a fare il massimo. Oggi volevo solo divertirmi, provare a spingere al limite. Mi piace guidare, ma purtroppo in questo momento non siamo in grado di farlo.”
Il punto più duro arriva quando Quartararo mette a confronto questa stagione con quella precedente. Nel 2025 la M1 era comunque lontana dalla vetta, ma il pilota francese sentiva almeno di sapere dove fosse il limite. Oggi, invece, quel riferimento sembra sparito.

“L’anno scorso sapevo cosa stavo facendo. Sapevo dov’era il limite, sapevo dove potevo spingere. Ma quest’anno sono perso nel capire dove sia il potenziale della moto”.
Una frase pesantissima, perché va oltre la semplice lamentela sul motore, sull’accelerazione o sulla velocità massima. “Il potenziale non c’è, questo è sicuro. Però anche senza potenziale esiste comunque un limite. E quel limite non riesci mai davvero a sentirlo”.
La caduta di Brno nasce proprio da questa condizione. Quartararo ha scelto di forzare, sapendo che restare in gruppo avrebbe significato perdere ancora più tempo senza possibilità di incidere. “Anche in qualifica siamo a un secondo. Io provo solo a dare il massimo. Se vuoi davvero spingere, questo è quello che succede. Preferisco fare così piuttosto che restare in scia ed essere un secondo e mezzo più lento”.
Il passaggio più forte riguarda il sorpasso su Luca Marini. “Anche quando ho passato Luca, è stato un sorpasso suicida per una P12”.
Quartararo sembra pronto ad accettare una MotoGP più aggressiva, meno calcolata, pur di non restare intrappolato in una gara passiva. “Forse questa sarà la mia mentalità da ora in poi. Non so cosa succederà, ma almeno voglio provare a spingere quando mi sento bene e provare a competere. Senza farmi male: questo è l’obiettivo principale”.

