Anche in gara lunga a Silverstone abbiamo assistito ad un monologo delle Aprilia, che hanno realizzato una tripletta per la terza volta in stagione dopo Le Mans e Assen. Le RS-GP hanno dimostrato una netta superiorità in Inghilterra, sfruttando la propria grande forza nei curvoni veloci e maggiore delicatezza sul posteriore. L’unica Ducati che è riuscita a infastidire le moto di Noale è stata quella di Alex Marquez, che ha insidiato il podio di Marco Bezzecchi fino agli ultimissimi metri.

Un buon risultato però l’ha ottenuto anche Fabio Di Giannantonio, sesto al traguardo dopo una brutta partenza che lo aveva fatto scivolare in ottava posizione. Queste le parole di Diggia dopo la gara: “Sì, potevo fare meglio sicuramente la prima curva, ma mi sono spaventato con le scintille, pensavo ci fosse una caduta o qualcosa di grande, quindi mi sono deconcentrato e ho perso tante posizioni lì. Ma comunque sia, abbiamo visto Marc che era lì vicino alla griglia, alla fine è arrivato vicino a me, quindi penso che comunque sia i valori in campo in una pista così, si livellino dopo qualche giro. Soprattutto perché alla fine devi gestire tanto le gomme.”
“Oggi purtroppo ho cercato di conservare il posteriore, ma quando facciamo questo poi distruggiamo il davanti, come è già successo altre gare quest’anno, a Jerez, a Austin, o in altre gare. Ma è un po’ il nostro punto debole, nel senso, non è un vero punto debole, è che siamo al limite con questo pacchetto qui, che è un buonissimo pacchetto, ma che non basta per battere le Aprilia.”

L’alfiere del team VR46 ha poi continuato a spiegare le difficoltà anche degli altri piloti Ducati con questo pacchetto: “Pecco sicuramente avrà un davanti molto più apposto magari del mio, però appunto perde tanto dietro, non riesce a performare come vorrebbe. Oppure Alex qui magari ha fatto il lavoro migliore sicuramente. Ha finito davanti a noi infatti, ma comunque sia non così buono da poter impensierire Raul o Martin, per esempio. Quindi alla fine è un po’ la ruota che gira, stiamo tutti cercando di massimizzare il pacchetto, ma appunto la coperta inizia ad essere un po’ corta, perché quando sei a metà stagione, provi tanti setup diversi e alla fine sei sempre uno steppettino indietro, vuol dire che dobbiamo cercare qualcosa in più.”
“Io non sono perfetto, devo migliorare anche in qualifica, devo migliorare la partenza, le prime curve, voglio migliorare nelle sprint, voglio migliorare nella gestione della gomma ancora, perché secondo me posso fare meglio, soprattutto per l’anteriore. Non sono minimamente un pilota perfetto, però sento che il gap che abbiamo ad oggi non è tanto quello da fare da seconda a primo, ma dobbiamo entrare nella lotta proprio.”

Diggia dice anche su quale aspetto pensa di essere migliorato maggiormente negli anni: “Riesco a essere molto preciso nei commenti e questa è una cosa che mi piace tantissimo, che quando magari faccio un commento i ragazzi lo scrivono, poi quando vanno a vedere i dati vedono esattamente quello che dico e questa è una cosa che mi inorgogliosisce, perché è una cosa bella, vuol dire che sei molto preciso nella guida, vuol dire che sei molto attento e dai anche una mano poi a migliorare, quindi questa è una cosa che mi piace ed è anche la chiave sul quale stiamo lavorando per essere così costanti.”
Ducati tornerà davanti nelle prossime gare?
Il 49 chiude infine parlando di come potrebbero essere gli equilibri tra loro e Aprilia nelle prossime piste, che potrebbero tornare a favorire maggiormente Ducati: “Lo spero, in realtà come ho detto prima non abbiamo ancora vissuto weekend dove la nostra moto è nettamente migliore dell’Aprilia, ci sono state piste dove eravamo molto più vicini, però mai nettamente migliori, quindi spero che saremo vicini per almeno giocarcela.”

