Nicolò Bulega e Pol Espargaró ultimamente sono i protagonisti di un siparietto. L’arrivo in MotoGP dell’italiano è giudicato in modi diversi, ecco l’opinione del tester KTM

Ormai è ufficiale, dal 2027 Nicolò Bulega, attuale leader del campionato WorldSBK, sarà un pilota MotoGP con la Ducati Desmosedici del team di Valentino Rossi. Si tratta di una promozione assolutamente meritata, che vede come protagonista un pilota che è letteralmente rinato dopo un primo tentativo andato in fumo. Nicolò correva per il mondiale già da quando era piccolo: nel 2016 ha fatto il suo esordio in Moto3 come pilota ufficiale, ottenendo già dei risultati importantissimi. La sua struttura fisica, a causa dell’altezza, non gli permetteva di esprimere il suo massimo potenziale, allora nel 2019 ha avuto la possibilità di provare la categoria Moto2. Purtroppo, Bulega non ha spiccato nemmeno nella classe intermedia e dopo tre stagioni ha lasciato il paddock del motomondiale.

La sua rinascita è avvenuta in un altro paddock, quello della WorldSBK. Nel 2022 ha esordito nel campionato Super Sport e l’anno successivo ha vinto il campionato dominando letteralmente la classifica. La sua promozione in Superbike è stato il primo passaggio al successo, ottenendo i primi due anni una grande mole di vittorie. Dopo un 2026 dominato, ha finalmente ottenuto la chiamata che rappresenta l’ultimo step della carriera motociclistica di un pilota. Nicolò sarà un pilota MotoGP dal prossimo anno.

Lo scontro con Espargaró

Questo trasferimento ha lasciato qualcuno un po’ stizzito, tra i tanti vi è anche Pol Espargaró, che accusa Bulega di un vantaggio innegabile. Arrivando dal circus SBK, Bulega ha già macinato una grande quantità di km sulle gomme Pirelli, casa alla quale i piloti della classe regina non sono abituati. Il 2027 è l’anno dei cambiamenti in MotoGP, e tra le tante modifiche vi è anche il passaggio da Michelin a Pirelli come fornitore di gomme. Secondo quanto dice il pilota spagnolo, Nicolò arriverebbe in classe regina con un vantaggio evidente rispetto a tutti gli altri.

Oltre al vantaggio delle gomme, Pol ha segnalato l’ingiustizia della partecipazione di Nicolò allo sviluppo della Ducati 850cc, quella su cui correrà il prossimo anno. I piloti ufficiali hanno avuto due occasioni per provare la moto su cui correranno il prossimo anno. Si tratta di test a porte chiuse che i team sfruttano per far assaggiare ai propri piloti la moto su cui correranno la stagione 2027. Espargaró non è contento che Nicolò abbia avuto così tanti turni a disposizione per imparare a governare quella moto: “Finirà per battere tutti”.

Bisogna considerare però che anche gli altri piloti avranno il tempo di abituarsi alla nuova moto, ci saranno nuove sessioni in attesa di essere studiate. Dopo Valencia i piloti avranno tutto l’inverno per capire il funzionamento dei nuovi pneumatici e dei nuovi componenti. A detta di vari piloti, tra cui Andrea Dovizioso, i piloti MotoGP ci metteranno 2 turni a capire come funzionano le Pirelli, dopodiché saranno tutti allo stesso livello.

Che siano quindi esagerate le parole di Pol Espargaró? Secondo Bulega si: “Per me è importante fare i test, ma quando fai il test rider non è come provare quello che vui tu. Non vai in garage o in pista a chiedere di portarti le cose che pensi siano migliori per te. Mi hanno dato mille cose da provare, ma non posso dire cosa voglio. Non sono sicuro che la moto sia fatta per me: è fatta per i piloti del team factory e io provo semplicemente ciò che mi chiedono di provare. Non è vero che la moto sia fatta per me“.

Marc Marquez ha condiviso la propria opinione difendendo il futuro compagno di marca: “In MotoGP il livello è incredibile. Ora conosco la moto dopo i test, ma gli altri piloti della MotoGP avranno bisogno di uno o due giorni per capire queste cose. Penso che alla prima gara saremo tutti allo stesso livello”.

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