Pecco Bagnaia lascia Le Mans con un altro zero pesantissimo, ma probabilmente anche con il suo miglior weekend della stagione MotoGP. Ed è proprio questa la sensazione che il pilota Ducati ha voluto trasmettere dopo la gara francese: la caduta fa male, ma il livello mostrato nel weekend racconta finalmente un Pecco tornato competitivo.
Il problema è che nel momento decisivo della gara è riemerso lo stesso limite tecnico già accusato a Jerez. Stavolta però Bagnaia ha deciso di non arrendersi. Ha continuato a spingere. E alla fine è caduto.

Fino al 16° giro del GP di Francia, Bagnaia stava disputando una delle sue gare migliori del 2026. Dopo la pole position del sabato e il secondo posto nella Sprint, Pecco era di nuovo in lotta piena per la vittoria anche nella gara lunga.
Poi la caduta in uscita a curva 3, arrivata mentre stava cercando di restare agganciato a Marco Bezzecchi. Nonostante questo, il bilancio del weekend resta sorprendentemente positivo secondo il pilota Ducati.
“Onestamente, ci sono molti più aspetti positivi che negativi in questo weekend. Sono molto contento ed orgoglioso del lavoro che abbiamo svolto questo fine settimana.”
Bagnaia ha sottolineato al media scrum di Le Mans soprattutto i progressi fatti sessione dopo sessione insieme alla squadra. “Abbiamo migliorato tutto ciò che chiedevo alla squadra. Abbiamo iniziato il fine settimana bene, ma ci mancava qualcosa e, sessione dopo sessione, siamo migliorati.”
Il problema è lo stesso di Jerez
Il punto più delicato riguarda però il problema tecnico che Pecco ha accusato nuovamente durante la gara. Lo stesso che due settimane fa lo aveva costretto al ritiro a Jerez.
“A sette giri dalla fine ho iniziato a perdere fiducia. Sono stato limitato da un piccolo problema sulla moto che ci ha rallentato, solo che ho cercato di mantenere lo stesso ritmo ed ho perso l’anteriore.”
Bagnaia ha scelto di non entrare nei dettagli tecnici, ma ha chiarito un aspetto importante. “È lo stesso di Jerez, ma non voglio entrare nei dettagli. In ogni caso, non è stato un errore umano e non è niente di correlato a noi.”
Una frase che lascia intendere come Ducati stia ancora lavorando per identificare e risolvere definitivamente il problema. “Non volevo mollare. Non volevo perdere, volevo rimanere lì perché mi stavo divertendo tanto.”
“Se fossi stato davanti in campionato, sicuramente avrei reagito in modo diverso, ma oggi che vedevo la possibilità di poter vincere ci ho provato, come è giusto che sia. Quando guidi in questo modo, quando hai questa confidenza qua ci provi al 200%, e purtroppo la caduta è stata la conseguenza.”
Il paragone con il titolo 2022
Nelle parole del pilota Ducati è emerso anche un riferimento molto chiaro alla stagione 2022, quando riuscì a 91 punti conquistando il suo primo mondiale MotoGP. “Nel 2022 è successa questa cosa qua. L’obiettivo era vincere. Bisogna vincere per forza.”
E il messaggio più forte è arrivato raccontando il suo approccio mentale prima di Le Mans. “La prossima gara vado lì e la conclusione la tiriamo domenica. Me ne sbatto di qualsiasi cosa, al limite casco.”

Le Mans ha dato a Bagnaia anche la possibilità di capire meglio dove Aprilia stia facendo realmente la differenza tecnica. “Ho visto quanto riescono a portare tanta velocità fuori dalle curve ed accelerano veramente forte fuori dalle curve lente.”
Secondo Pecco, Ducati deve lavorare soprattutto sul grip a moto inclinata. “Noi secondo me dobbiamo lavorare sul grip in angolo di piega, perché loro sono molto forti lì.”
Ed è proprio seguendo Bezzecchi che Bagnaia ha trovato alcune indicazioni tecniche interessanti sull’elettronica. “Ho chiesto due cose sull’antiwheelie e su come far funzionare l’elettronica in accelerazione. E oggi un passo in avanti l’abbiamo fatto.”

