Dopo appena quattro Gran Premi, Jorge Lorenzo ha già una lettura molto dura e molto chiara del campionato. Per l’ex fuoriclasse maiorchino, infatti, il Mondiale 2026 oggi ha un padrone tecnico e sportivo ben definito: Marco Bezzecchi. La sua frase più pesante non lascia spazio a troppi giri di parole: “Abbiamo corso solo 4 Gran Premi, ma per me quest’anno solo Bezzecchi può perdere il titolo”. Ha detto al suo programma Dura la vita.

“Se Ducati ha migliorato un decimo, Aprilia tre”, è la sintesi del suo ragionamento. E poi arriva l’immagine più forte, quella che rende davvero l’idea della sensazione che prova guardando questo inizio di stagione: “Aprilia ha fatto tre passi in avanti mentre Ducati solo uno. Lo vedo in curva, sul dritto, la moto fa paura, si incolla a terra e gira come una minimoto, mentre la Ducati sembra un trattore”.

Aprilia può dominare quasi ovunque

Lorenzo non si limita a fotografare il presente. Si spinge anche oltre, provando a leggere ciò che potrà succedere nelle prossime gare. E anche qui il messaggio resta molto netto: secondo lui, il vero equilibrio visto in alcuni circuiti più favorevoli alla Ducati non basta a cambiare il quadro generale. “Sepang e Jerez sono due dei circuiti preferiti di Alex e su quei tracciati Ducati è stata superiore o allo stesso livello di Aprilia”, ha spiegato. Ma proprio per questo, nella sua visione, quei risultati non raccontano la verità media del campionato. Perché nelle gare precedenti e in quelle successive, a suo dire, il quadro torna a pendere chiaramente dalla parte di Noale. “Aprilia dominerà nell’80 o 90% dei circuiti perché ha migliorato la moto di due decimi rispetto all’anno scorso, mentre Ducati non lo ha fatto”.

Se il primo grande tema del suo discorso è Bezzecchi, il secondo è inevitabilmente Marc Marquez. Ed è qui che Lorenzo entra nel territorio più sensibile, perché lega in modo diretto il rendimento attuale del pilota di Cervera alle sue condizioni fisiche. La sua lettura è molto chiara: il talento di Marc è ancora lì, intatto sul piano tecnico, ma il corpo non gli permette più di esprimersi come prima nelle fasi decisive della guida. “A causa di quel braccio, non ha la forza fisica per portare la moto al limite in frenata e in ingresso curva come faceva prima”, spiega.

C’è poi un altro dettaglio molto interessante nella lettura dell’ex campione del mondo: secondo lui, Marquez non ama soffermarsi pubblicamente su questo limite. “Non vuole parlarne”, dice Lorenzo. Ma allo stesso tempo lascia intendere che sia proprio lì il nodo più pesante del presente di Marc. Non è un caso che il suo ragionamento tenga insieme due concetti apparentemente opposti, ma in realtà molto coerenti. Da una parte dice che tecnicamente Marc resta superiore, anche in queste condizioni. Dall’altra, però, aggiunge che non riesce più a spremere la moto fino in fondo come faceva prima.

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