Nicolò Bulega conquista Gara 1 ad Assen in un finale caotico segnato dalla pioggia. Il ducatista beffa Lecuona e Lowes. Gara amara per Danilo Petrucci dopo un doppio Long Lap.

L’Università delle due ruote non tradisce mai le aspettative e la Gara 1 della Superbike ad Assen ha regalato un copione degno della fama. A trionfare nel caos meteorologico e tattico del tracciato olandese è stato Nicolò Bulega, capace di convertire la pole position in una vittoria dal peso specifico enorme. Un successo che non è arrivato per distacco netto, ma attraverso una gestione della gara da assoluto veterano, resistendo agli attacchi avversari e, soprattutto, ai capricci del meteo.

Allo spegnersi del semaforo, le gerarchie sembravano destinate a saltare subito. Iker Lecuona si è reso protagonista di uno scatto felino, prendendo il comando delle operazioni nei primi passaggi nel disperato tentativo di imporre il proprio ritmo e tentare la fuga solitaria. Un’illusione durata lo spazio di pochi chilometri: Bulega, forte di un passo gara nettamente superiore, ha ricucito il gap studiando lo spagnolo, per poi sferrare l’attacco decisivo e riprendersi la testa della corsa con un sorpasso chirurgico.

Il dramma sportivo di Petrucci tra penalità e ghiaia

Se nel box ufficiale Ducati si festeggia, da un’altra parte si fa i conti con un sabato da dimenticare. La gara di Danilo Petrucci si è trasformata in un calvario fin dai primissimi metri. Il pilota ternano ha vanificato le sue ambizioni con un errore fatale allo start, un’infrazione che la Direzione Gara non perdona, sanzionandolo con un durissimo doppio long lap penalty.

Foto by: CrashGP

Il vero disastro, però, si è consumato nel tentativo di scontare la penalità. Forse tradito dalla foga di limitare i danni o da un banale errore di valutazione, Petrucci ha sbagliato totalmente il punto di frenata proprio durante la percorrenza della corsia del long lap. Il risultato è stato un inesorabile dritto che lo ha trascinato nella ghiaia olandese, decretando la fine ingloriosa di una Gara 1 che rischia di pesare tantissimo sul suo bilancio stagionale. Nonostante sia rimasto in piedi, è uno zero amaro per un pilota che aveva tutte le carte in regola per lottare al vertice.

Il caos meteo e la masterclass tattica di Nicolò

Il colpo di scena definitivo si è abbattuto sul circuito a sette giri dal termine, quando la temuta pioggia di Assen ha iniziato a bagnare l’asfalto, rimescolando completamente le carte in tavola. È in questo frangente che Bulega ha costruito il suo capolavoro tattico. Trovandosi primo su una pista dalle condizioni miste e indecifrabili, il ducatista ha intelligentemente lasciato sfilare Lecuona, utilizzandolo come riferimento visivo per capire dove fosse il limite di aderenza prima di rischiare una caduta in solitaria.

Quella che doveva essere una mossa di puro calcolo si è però trasformata in una bagarre feroce, perché lo spagnolo non aveva alcuna intenzione di fare da esca. Ne è scaturito un duello sulle uova, risolto dalla superiorità tecnica e mentale dell’italiano. Bulega ha ripreso in mano la situazione negli ultimi chilometri, andando a tagliare il traguardo davanti a Iker Lecuona. A completare il podio è stato Sam Lowes, bravissimo a capitalizzare le condizioni insidiose per strappare una terza posizione preziosissima

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