Marini: dal mancato rinnovo con HRC e l’imminente approdo in KTM Tech3, fino al rapporto profondo con il padre.

Luca Marini, secondo quando detto da Moto.it, ha tracciato un bilancio lucido del suo percorso agonistico e umano, toccando temi come le dinamiche interne alla Honda, l’importanza del supporto psicologico e il vero significato della paura per un pilota.
Il rapporto con Honda è giunto alla fine: “In Honda c’è stato un cambio di ruoli e un dilazionarsi dei tempi. I tre anni in HRC sono stati una grande esperienza, mi sono divertito molto.” Parole che sanno di un vissuto importante nonostante le evidenti difficoltà tecniche del progetto giapponese. Ora lo attende la RC16, una sfida che richiederà un nuovo adattamento ma che promette un gran potenziale
Uno dei passaggi più intimi dell’intervista ha riguardato l’aspetto mentale delle corse. Alla domanda su quale fosse il contrario della parola paura, Marini ha risposto con grande maturità: “Mio padre fa lo psicologo, quindi so quanto è importante la psicologia. Ci vediamo poco io e lui, purtroppo è malato. Grammaticalmente? Non so, coraggio. Sennò la paura c’è, c’è sempre, c’è in determinate cose della vita in generale, quindi devi solamente saperci avere a che fare, gestirla nel modo migliore possibile, che sia un qualcosa che ti dia anche una spinta, non è una cosa solamente da eliminare, è una cosa che nell’essere umano è innata e che può essere utilizzata in maniera corretta.”

Quanto è importante avere il controllo in un team Factory?
“Ovviamente prima cosa è un sogno ed è un grande obiettivo perché è bello avere la responsabilità, avere una determinata squadra di persone, di ingegneri che lavorano per te insieme a te e che ti ascoltano cercando di andare tutti nella stessa direzione, perché l’obiettivo di tutti è sempre quello di vincere.”
Essere un pilota ufficiale cambia profondamente l’approccio alla pista, specialmente lontano dai riflettori della domenica: “Lavorare per una squadra ufficiale comporta non solo delle responsabilità, ma proprio un metodo di lavoro leggermente diverso delle volte, molto di più nei test che durante il weekend di gara. Però mi piace molto, è stata una grande esperienza e mi sono divertito molto in questi anni.”

