Dodici mesi dopo il weekend dominato in Giappone, Pecco Bagnaia apre Motegi con il 16° tempo e dovrà passare dalla Q1. Il problema resta sempre lo stesso. Zero grip al posteriore e una Ducati che non riesce a sentire come vorrebbe (di nuovo)

Un anno fa Motegi rappresentava l’ultima domenica perfetta di Pecco Bagnaia in MotoGP. Stessa pista, il quadro è completamente diverso. Il pilota Ducati ha chiuso le PreQualifiche del GP del Giappone in 16ª posizione, a poco meno di otto decimi dalla vetta, mentre Alex Marquez ha sorpreso tutti prendendosi il miglior tempo davanti a un gruppo estremamente compatto. Bagnaia resterà quindi fuori dalla Q2 diretta e sabato mattina sarà costretto a passare dalla Q1. polegp.it

Un anno fa Pecco aveva conquistato pole, Sprint e gara, mostrando per un weekend quelle sensazioni che aveva cercato per gran parte della stagione. Quando gli è stato chiesto cosa fosse cambiato rispetto ad allora, la risposta è arrivata con un sorriso amaro: “Sfortunatamente tutto”. La spiegazione della sua giornata, però, non contiene particolari sorprese. Il problema continua ad essere quello che Bagnaia denuncia ormai da mesi: la mancanza di grip al posteriore. “È andata come al solito, il solito venerdì di questa stagione. Faccio fatica, ma la vera difficoltà è il grip: non c’è, è completamente assente, quindi dobbiamo lavorarci”, ha spiegato ai media dopo la giornata difficile.

“In staccata è molto difficile fermare la moto, perché spinge tanto. Faccio molta fatica al momento, non ho velocità, ma lavoreremo per cercare di trovarla”. Durante il venerdì Ducati ha provato diverse configurazioni, senza però riuscire a individuare una direzione realmente migliore: “Oggi ho provato diversi set-up ed hanno funzionato tutti nello stesso modo, quindi vediamo di provare un’altra strada. L’importante sarà cercare di fare il meglio possibile in qualifica per poter partire un po’ più avanti”.

“Il problema più o meno è sempre lo stesso. Lo sappiamo, cerchiamo di lavorare con il giusto approccio e di migliorare un po’. Penso che questa volta sia un po’ più difficile rispetto all’Austria. Al Red Bull Ring il livello di grip era minore per tutti con la carcassa più rigida, quindi ero più vicino. Ma questa volta la carcassa è la stessa di sempre e io faccio fatica perché non sento l’extra grip”.

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