Raul Fernandez ha conquistato la Sprint del Mugello con una gara perfetta, battendo Jorge Martin e regalando ad Aprilia Trackhouse uno dei risultati più significativi della stagione. Eppure, una volta tolto il casco, il pilota spagnolo ha parlato ai microfoni di Sky Sport MotoGP soprattutto delle difficoltà che sta vivendo lontano dalla pista.

Tra problemi fisici, un futuro ancora da definire e una situazione personale complicata, il successo del Mugello assume un significato che va ben oltre la classifica. La Sprint è stata gestita esattamente come Raul l’aveva immaginata. Lo spagnolo aveva individuato nella gomma media la scelta migliore già dopo la qualifica e non ha cambiato idea nemmeno quando molti rivali hanno optato per soluzioni diverse. Una decisione che si è rivelata vincente.
“Per quanto riguarda la gara, ho messo in pratica la strategia a cui avevo pensato prima di partire. Già dopo la qualifica ero convinto di usare la gomma media, perché la soft mi spinge molto l’anteriore e non mi piace. Per questo ero abbastanza convinto della scelta. Quando ho visto che avevo circa un secondo di vantaggio su Jorge, ho provato a gestire, soprattutto perché sul dashboard vedevo che la gomma posteriore, sul lato destro, stava scaldando molto ed era in rosso. L’allarme era chiaro”.
“A quel punto ho deciso di andare un po’ più tranquillo. Poi sono andato leggermente lungo alla curva 10 e lì lui si è riavvicinato. Da quel momento ho scelto di restare calmo: se mi avesse preso, sarebbe stato perché ne aveva di più; altrimenti significava che avevo fatto davvero un grande inizio di gara. Alla fine ci siamo riusciti e sono molto contento”.
Il pilota Trackhouse sta attraversando uno dei momenti più delicati della sua carriera. Il mercato MotoGP 2027 è in pieno fermento e il suo nome continua a essere al centro delle valutazioni di Aprilia e Trackhouse. Il problema è che le alternative sono pochissime. Se dovesse perdere la sella americana, al momento l’unica opportunità concreta rimasta in griglia sarebbe KTM Tech3. Anche in quel caso, però, la squadra sta valutando diversi profili e non esiste alcuna garanzia.
Una situazione che inevitabilmente pesa. “Non è una vittoria come le altre. Stiamo vivendo, una situazione abbastanza difficile. Ancora adesso sono qui senza la mia famiglia, senza mio fratello, senza tutta la squadra al completo. Forse, senza tutti loro, oggi non sarei nemmeno qui”. Parole che raccontano molto più di quanto dicano i risultati.
“Nell’ultimo giro mi veniva da piangere”
La parte più toccante del suo racconto arriva però negli ultimi passaggi della gara. Mentre cercava di difendere la leadership, Raul pensava a tutto quello che ha vissuto negli ultimi mesi.
“Poi non posso che ringraziare la mia famiglia. Nell’ultimo giro mi veniva quasi da piangere, perché stiamo attraversando un momento un po’ complicato. Però questo risultato ci dice una cosa chiara: ce l’abbiamo fatta. Ed è importante anche per ricordare a noi stessi che possiamo farcela, che quando diamo il 200% possiamo arrivare in alto”.
Come se non bastasse, la Sprint è arrivata in una giornata complicata anche dal punto di vista fisico. Fernandez ha rivelato di aver corso praticamente senza energie a causa di un forte dolore addominale che gli ha impedito di alimentarsi regolarmente.“Non sono contentissimo dal punto di vista fisico, devo dire. Questa mattina sono stato piuttosto male con la pancia e non ho mangiato molto, perché sentivo che non era tutto a posto. Adesso sto iniziando a mangiare un po’, ma fino a poco fa ero praticamente a digiuno”.
“Adesso devo parlare con il medico, perché il problema non è che non posso mangiare, è che non riesco a farlo per il dolore alla pancia. Però dobbiamo recuperare energia, perché domani la gara sarà lunga”.

