Tech3 avrebbe scelto Senna Agius per il 2027, lasciando fuori Manu González. Il dominatore della Moto2 non merita davvero una possibilità in MotoGP?

Secondo quanto riportato da Sky Sport MotoGP, Senna Agius è il pilota scelto da Tech3 per occupare la seconda sella del team nel 2027. L’australiano avrebbe vinto il ballottaggio con Manu González e la trattativa con il suo entourage può ora procedere verso l’accordo definitivo. Partiamo da un presupposto fondamentale: questo non è un articolo contro Senna Agius.
Agius è giovane, veloce e sta disputando una stagione importante. Ha conquistato due vittorie, quattro podi ed è terzo nel Mondiale Moto2. Ha soltanto 21 anni e può ancora crescere moltissimo. La sua promozione in MotoGP avrebbe delle ragioni tecniche comprensibili. Il problema, però, è capire come possa essere stato scartato Manu González.
González ha 195,5 punti, guida il Mondiale con 51,5 lunghezze di vantaggio su Izan Guevara e quasi 60 sul compagno di squadra Agius. In undici gare ha conquistato quattro vittorie e otto podi. Il sesto posto del Sachsenring è stato il suo peggior risultato dell’intera stagione. Prima della pausa estiva stava dominando il Mondiale. E non si tratta nemmeno dell’esplosione improvvisa di un pilota mai visto prima, in quanto nel 2025 ha lottato per il titolo fino all’ultima gara contro Diogo Moreira. Aveva guidato la classifica per gran parte della stagione, prima della rimonta del brasiliano, che si presentò a Valencia con 24 punti di vantaggio.

Moreira diventò campione con 286 punti, González chiuse secondo con 257. Lo spagnolo conquistò quattro vittorie, ma pagò anche episodi pesantissimi, come la squalifica in Indonesia quando aveva concluso secondo. Davvero un pilota che riesce a stare al top della categoria di mezzo per una stagione e mezzo (e l’ultima metà ancora da scrivere) non si merita un’occasione?
Uno dei motivi della scelta di Tech3 potrebbe essere quello anagrafico. Senna Agius è nato nel giugno del 2005. González nell’agosto del 2002. Oggi hanno rispettivamente 21 e 23 anni, anche se tra i due ci sono quasi tre anni effettivi di differenza. Tre anni possono contare nella valutazione del potenziale, ma González non è certamente un pilota anziano. Non ha 27 o 28 anni. È un ragazzo che, arrivando in MotoGP nel 2027, inizierebbe la propria stagione da rookie a 24 anni. Un’età assolutamente compatibile con un percorso importante nella classe regina. Toprak è arrivato in MotoGP a 29 anni. Tech3 rinuncerebbe al pilota che ha sfiorato il titolo nel 2025 e che sta dominando il 2026 per puntare su uno che, pur avendo mostrato qualità evidenti, ha ancora molto di più da dimostrare.
González è spagnolo, in un Motomondiale già pieno di piloti spagnoli. Agius è australiano e, con Jack Miller destinato a lasciare la MotoGP, potrebbe diventare il principale rappresentante dell’Australia nella classe regina. Non sappiamo quanto questo elemento abbia influito sulla decisione di Tech3 o di DORNA. Non eravamo presenti nelle riunioni e sarebbe scorretto trasformare un dubbio in una certezza. Ma è inevitabile domandarsi quanto contino il talento e i risultati e quanto, invece, possono pesare il passaporto, il mercato di riferimento e la necessità di rappresentare una determinata nazione.

La MotoGP non è un concorso pubblico. I team investono milioni e hanno il diritto di scegliere il pilota che considerano più adatto al proprio progetto, valutando velocità, età, immagine, sponsor e potenziale commerciale. Ma se il dominatore della Moto2 non riesce a ottenere una sella, allora bisogna iniziare a chiedersi quale sia davvero lo scopo della categoria intermedia.
Dietro ogni ragazzo arrivato nel Motomondiale ci sono famiglie che hanno investito denaro, anni trascorsi sui circuiti, trasferimenti, rinunce e sacrifici che spesso iniziano quando il pilota è ancora un bambino.
Non tutti possono arrivare nella classe regina. I posti sono pochi e il talento disponibile è enorme. Proprio per questo, però, chi riesce a emergere dovrebbe almeno avere la sensazione che i risultati possano aprire una porta. González ha già provato una MotoGP con Trackhouse ad Aragón, completando 87 giri sulla RS-GP e lasciando impressioni positive all’interno del box. Ha poi rifiutato delle opportunità in Superbike per restare in Moto2 e inseguire nuovamente il titolo, convinto che vincere potesse offrirgli un’altra occasione. Ora rischia di diventare campione del mondo senza sapere dove correre l’anno successivo. Se un pilota lotta per un Mondiale fino all’ultima gara e l’anno successivo domina la categoria, cos’altro deve fare per meritarsi la MotoGP?

