Michele Pirro aveva lasciato Misano con rabbia e polemiche. Il Mugello, almeno per ora, sta raccontando tutta un’altra storia. Il pilota Ducati ha aperto il weekend toscano del CIV Superbike con un messaggio chiarissimo al campionato: la Panigale, nonostante i 5 kg aggiuntivi imposti alla Panigale dal nuovo regolamento Production Bike, al Mugello continua a essere il riferimento.

E soprattutto, in questa pista, Pirro sembra semplicemente irraggiungibile. Il cinque volte campione italiano ha abbassato immediatamente il miglior riferimento del venerdì siglando un clamoroso 1:49.965 nei primi minuti della Qualifica 2. Un tempo impressionante, considerando che resta distante appena mezzo secondo dal record assoluto del tracciato, stabilito proprio da lui nel 2018.

Pirro manda un segnale dopo le polemiche di Misano

Il weekend del Mugello arriva in un momento delicatissimo per Ducati e per lo stesso Pirro. A Misano il tester MotoGP aveva chiuso entrambe le gare al terzo posto, senza mai riuscire realmente ad attaccare la vetta.

Ma soprattutto aveva acceso un vero caso nel paddock CIV criticando apertamente il nuovo regolamento Production Bike, che ha imposto 5 kg supplementari alle Ducati Panigale presenti in griglia. Secondo Pirro, quella modifica avrebbe limitato enormemente le possibilità della Ducati di giocarsi il campionato alla pari.

Parole forti, che avevano alimentato il dibattito interno al CIV dopo il dominio mostrato dalla Panigale nelle ultime stagioni. Eppure il Mugello, almeno nelle prime sessioni, sta raccontando qualcosa di completamente diverso.

Al Mugello la Ducati sembra tornata imprendibile

La sensazione emersa dalle qualifiche è netta: al momento nessuno sembra davvero in grado di tenere il passo di Pirro. Nemmeno Michael Rubén Rinaldi, secondo ma ancora distante oltre otto decimi. L’ex pilota del mondiale Superbike arrivava al Mugello dopo un esordio complicato a Misano, dove però era sembrato almeno il miglior riferimento Ducati alle spalle di un imprendibile Alessandro Delbianco. In Toscana invece gli equilibri sembrano completamente ribaltati.

Pirro ha trovato subito ritmo, velocità e continuità, riportando la Ducati al centro della scena nonostante le limitazioni regolamentari. E il dato più impressionante è proprio il passo mostrato già nei primi minuti della sessione: un tempo vicino al record assoluto che lascia intuire un potenziale altissimo.

Delbianco irriconoscibile dopo la doppietta di Misano

Chi invece appare in difficoltà è Alessandro Delbianco. Dopo la straordinaria doppietta di Misano, il pilota Yamaha sta vivendo un inizio di weekend molto più complicato al Mugello. Il distacco accumulato da Pirro è pesante e soprattutto manca quella superiorità vista nel round inaugurale.

A Misano Delbianco sembrava semplicemente irraggiungibile per tutto il gruppo. Al Mugello, invece, il quadro appare opposto: è Pirro a dettare il ritmo e a dare la sensazione di avere qualcosa in più rispetto a tutti gli altri. Il weekend è ancora lungo, ma il primo vero segnale del Mugello è già chiarissimo: Ducati e Pirro non sembrano affatto una coppia ridimensionata.

Pirro: “Non devo dimostrare niente a nessuno”

A fine sessione, Pirro ha commentato con soddisfazione il tempo firmato al Mugello, senza però rinunciare a tornare sul tema regolamentare che aveva già acceso il post-Misano.

Non sono riuscito a battere il record del 2018, però, sono contento, perché questa è una pista più scorrevole e quindi abbiamo meno difficoltà rispetto a Misano. Il pilota Ducati ha poi spiegato perché il Mugello sembra adattarsi molto meglio alla Panigale rispetto al primo round stagionale.

Ci sono meno ripartenze e, quando si esce dalle curve, si è già ad alta velocità: non hai quella stessa esigenza di avere tutto perfettamente sotto controllo. Per questo qui siamo meno in difficoltà.

Nonostante il dominio mostrato nelle qualifiche, Pirro non ha cambiato la sua posizione sulle modifiche regolamentari introdotte nel CIV Superbike.

Questo però non cambia il giudizio che avevo espresso a Misano, perché, come avete visto, qui ho fatto il record del 2018 e ho davanti due piloti. Rimango della stessa opinione: bisogna sempre ricordarsi che le moto le guidano i piloti. Se un pilota può fare la differenza, la fa.

Poi un passaggio anche sul tema del rispetto nel paddock dopo le polemiche delle ultime settimane.

Sono contento, ma bisogna anche rispettare tutte le situazioni che si creano. Quando viene meno il rispetto, è normale che la cosa dia fastidio. È giusto esprimere le proprie opinioni, ognuno può dire la sua, ma sempre con rispetto.

Infine Pirro ha mantenuto basso il profilo in vista delle gare del weekend. “Come sempre, sono tutti avversari veloci. Però io devo pensare a me stesso e fare il massimo. Quando riesco a dare il massimo, sono contento, e non devo dimostrare niente a nessuno.

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