Bagnaia arriva a Le Mans con fiducia, ma il meteo rischia di cambiare i piani Ducati

Per Pecco Bagnaia, il Gran Premio di Francia arriva in un momento delicato e importante insieme. Delicato perché l’inizio della stagione 2026, tolti i due secondi posti nelle Sprint, è stato chiaramente sotto le aspettative. Importante perché Le Mans è una pista che gli piace, che sente sua, e su cui pensa di poter ritrovare una parte di quella competitività che fin qui si è vista troppo a intermittenza.

Il problema, però, è che il weekend francese rischia di essere pesantemente condizionato dal meteo. E proprio il rischio pioggia potrebbe spingere Ducati a rimandare il debutto in gara del nuovo pacchetto aerodinamico provato nei test di Jerez. È questo il punto tecnico più interessante del giovedì di Bagnaia: la nuova carena ha dato buone sensazioni, ma a Le Mans potrebbe restare nel box.

Dopo i test invernali, Bagnaia era uscito con sensazioni incoraggianti, convinto di aver ritrovato almeno in parte quel feeling con l’anteriore della Desmosedici GP che gli era mancato a lungo. La pista, però, finora gli ha dato poche conferme vere. Il piemontese si presenta a Le Mans al nono posto in classifica, con 67 punti di ritardo da Marco Bezzecchi. Un distacco pesante, soprattutto per uno come lui, abituato a vivere il campionato molto più in alto e molto più dentro la lotta vera.

Le Mans gli piace davvero: “Quando vedo il circuito della 24 Ore mi sento già in pista”

Bagnaia non ha mai vinto qui in MotoGP, ma il Bugatti Circuit è da sempre uno dei tracciati che sente più vicini alle sue caratteristiche. E lo ha spiegato in maniera molto diretta.

Mi sento bene perché è un circuito che mi piace molto. Non ho mai vinto qui in MotoGP, ma è uno dei miei tracciati preferiti, quindi sono contento”, ha raccontato come riportato da Motorsport.com. Poi ha aggiunto un dettaglio molto bello, che restituisce perfettamente il rapporto emotivo con questo round: “Già quando arrivo dall’aeroporto e vedo il circuito della 24 Ore, mi sento già in pista, quindi mi piace davvero tanto”.

Se c’è però una variabile che rischia di scombinare tutto, è il tempo. Bagnaia lo dice chiaramente: la speranza è che Le Mans resti il più possibile gestibile sul piano climatico, ma le previsioni raccontano qualcosa di molto diverso, soprattutto per sabato e domenica. “Spero solo che questo fine settimana il tempo sia clemente con noi, come oggi, ma sembra che non sarà così”, ha spiegato. Poi ha messo in fila i due obiettivi veri del weekend: migliorare il punto debole visto a Jerez e restare competitivi in ogni condizione.

Il punto tecnico più grosso del suo giovedì riguarda però proprio il nuovo pacchetto aerodinamico testato a Jerez. Le sensazioni, almeno in Spagna, erano state positive. Ma portarlo in gara a Le Mans è un’altra storia, perché il meteo rischia di rendere tutto molto meno utile e molto più esposto a variabili difficili da leggere.

Bagnaia è stato molto chiaro: “Penso che abbia funzionato molto bene a Jerez, ma vista la situazione meteo che troveremo qui, forse non la useremo”. E poi ha spiegato anche la ragione pratica della prudenza: “Non credo che abbiamo molti esemplari della nuova carena. Quindi è meglio restare su quella standard e vedere come va, perché se piove poi non fa una grande differenza. Dunque, penso che aspetteremo”.

Sul bagnato non è solo questione di stile: per Bagnaia decide quasi tutto il grip

Dopo la Sprint di Jerez, chiusa al secondo posto ma in condizioni molto particolari, Bagnaia ha voluto spiegare meglio cosa lo aiuti o lo penalizzi quando la pista si bagna. E la sua analisi è interessante perché smonta una lettura fin troppo semplice: non è soltanto una questione di stile di guida.

“Non è una questione di stile di guida. Certo, fa la differenza, ma la mia velocità sul bagnato dipende molto dal grip”, ha spiegato. Poi ha fatto un confronto molto chiaro: in Thailandia, dove in passato ha vinto sul bagnato, si sente fortissimo. In altre piste, invece, la situazione cambia parecchio.“A Jerez, ho faticato perché era molto difficile inclinare la moto e perdevo molta aderenza. In generale sono più veloce con la pioggia battente che quando è solo umido, perché in quelle condizioni mi sembra di avere un grip più costante e mi sento più veloce”, ha detto.

Bagnaia ha poi allargato il discorso al tracciato francese, spiegando che Le Mans ha un grip particolare, difficile da interpretare fino in fondo. Sulla carta, secondo i dati e secondo quanto si racconta nel box, l’asfalto è ottimo. Ma poi, quando si entra davvero in pista, la sensazione è diversa. “Sull’asciutto il grip è un po’ strano, perché quando ne parli con il team, ti dicono che qui, per quanto riguarda l’asfalto, è il migliore. Ma quando poi devi guidare non è così”, ha spiegato.

Bagnaia ribadisce che questa Ducati, almeno nella sua lettura, ha un anteriore migliore rispetto al passato. Però tutto dipende troppo dal grip disponibile. “Ogni pilota ha il proprio stile di guida, quindi dipende dal pilota. Per me questa moto ha un anteriore migliore, ma onestamente dipende troppo dal grip”, ha detto. E poi la frase che spiega tutto il problema della GP26: “Se è buono, è veloce. Se invece inizia a calare, come domenica, facciamo un po’ più fatica”.

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