Il bilancio di Pecco Bagnaia dopo i test MotoGP di Jerez. Promossa a pieni voti la nuova aerodinamica della Desmosedici GP26, restano i nodi sull’elettronica.
Il lunedì di test a Jerez de la Frontera potrebbe aver segnato il punto di svolta nella prima parte di stagione di Pecco Bagnaia. Dopo le evidenti difficoltà in gara, il 63 aveva un disperato bisogno di risposte dal box e, a giudicare dalle dichiarazioni a caldo riportate anche da Motorsport.com, la strada imboccata dai tecnici di Borgo Panigale sembra finalmente quella giusta. Nonostante un cronometro che lo ha visto chiudere ai margini della top 10, staccato di circa sette decimi dal riferimento imposto dall’Aprilia di Ai Ogura, il morale di Bagnaia racconta una storia di netto ottimismo.

Il focus assoluto della giornata è stato lo sviluppo tecnico della Desmosedici GP26, una moto che finora ha faticato a raccogliere la pesantissima eredità della letale GP24. Bagnaia ha lavorato a testa bassa incrociando i dati e mettendo in verifica le ultime novità partorite dal reparto corse, trovando finalmente quel feeling che sembrava smarrito.
Il vero motivo di soddisfazione nel box rosso porta il nome del nuovo pacchetto aerodinamico che Bagnaia ha promosso a pieni voti. Ha sottolineato che questa evoluzione gli permette finalmente di portare una maggiore velocità a centro curva mantenendo la linea ideale. Un dettaglio tecnico fondamentale che cambia radicalmente lo stile di guida e la scorrevolezza della moto.
L’entusiasmo per questa soluzione è tale che Pecco non ha usato giri di parole, lanciando un messaggio chiarissimo ai vertici Ducati. L’obiettivo è avere queste nuove carene a disposizione il prima possibile. La speranza del pilota è che a Borgo Panigale riescano ad omologare e portare il pacchetto già nel prossimo appuntamento di Le Mans.

ECU da sistemare
Se l’aerodinamica fa sorridere, il capitolo elettronica richiede ancora sudore e analisi. Bagnaia non ha nascosto una certa frustrazione per aver girato un po’ a vuoto su questo fronte nelle scorse settimane, faticando a trovare la quadra per fermare la moto in staccata. Tuttavia, proprio a Jerez, una prova specifica sembra aver fornito la direzione corretta. L’obiettivo per il Gran Premio di Francia sarà quello di affinare i controlli per aiutare il pilota in inserimento di curva, attualmente la fase di guida più critica per il numero 63.
Resta sullo sfondo il vero grande spauracchio di questo 2026: l’usura della gomma posteriore. Durante i test non c’è stato il tempo materiale per effettuare vere e proprie simulazioni di gara sulla lunga distanza per verificare la tenuta degli pneumatici. La teoria ingegneristica, però, rema a favore del ducatista: una moto capace di girare meglio e in modo più naturale in curva stressa inevitabilmente meno la spalla della gomma. Se l’aerodinamica risolverà i problemi di turning, il crollo verticale visto in gara potrebbe presto diventare solo un brutto ricordo.

