La Superpole di Assen ha confermato una cosa già emersa chiaramente tra venerdì e sabato mattina: Nicolò Bulega resta l’uomo da battere. Il pilota di Aruba.it Racing – Ducati scatterà davanti a tutti nel Round d’Olanda del Mondiale Superbike 2026, dopo aver firmato un giro straordinario in 1’32.144, nuovo riferimento assoluto del TT Circuit Assen.
La sessione, però, non è stata lineare. Perché la pole di Bulega è arrivata insieme a un finale ad alta tensione: dopo aver piazzato il giro record, il leader del campionato è infatti finito a terra in curva 1 mentre stava ancora spingendo per migliorarsi ulteriormente. Un dettaglio che racconta bene il livello della sua Superpole: non una gestione, ma un attacco pieno fino all’ultimo metro.

Nonostante la caduta, nessuno è riuscito ad avvicinarsi davvero abbastanza per togliergli il primo posto. E così Bulega si è preso un’altra pole pesante, confermando la sensazione di controllo che accompagna il suo inizio di stagione.
Il primo run aveva già dato un segnale chiaro
La sessione si era aperta con Bulega subito davanti, in perfetta continuità con quanto visto nel venerdì. Nel primo run il pilota Ducati aveva fermato il cronometro in 1’32.798, prendendosi immediatamente il riferimento provvisorio con appena 35 millesimi su Iker Lecuona e 379 su Sam Lowes.
Era già un primo scossone forte, anche se quella fase iniziale è stata interrotta da una bandiera gialla causata dalla caduta di Bahattin Sofuoglu in curva 1. Un episodio che ha spezzato il ritmo della sessione, senza però cambiare l’inerzia generale: Bulega restava il pilota più rapido e quello con più margine per abbassare ancora il limite.
Nel secondo run arriva il colpo decisivo: Lecuona ci prova, Bulega risponde da dominatore
La parte decisiva della Superpole si è giocata nel secondo run. Lecuona era riuscito a fare un passo avanti importante, salendo a 1’32.567 e mettendo per un attimo pressione al compagno di box. Ma la risposta di Bulega è stata semplicemente devastante.
Il numero 11 ha trovato un giro perfetto in 1’32.144, tempo che ha riscritto il record della pista e blindato la pole position. Da lì in poi la sua sessione si è chiusa con la scivolata in curva 1, ma il lavoro era già stato fatto. Il giro buono era lì, inattaccabile.
Per Bulega si tratta della quarta pole consecutiva, un dato che rafforza ulteriormente il peso del suo avvio di stagione. È anche un risultato che entra nelle pieghe statistiche del campionato: nel 2021 Jonathan Rea era stato l’ultimo a centrare le prime tre pole della stagione, mentre per Ducati bisogna tornare al 2011 con Carlos Checa.
Prima fila storica: Ducati davanti con Bulega, Lowes e Lecuona
Il dato forse più forte dell’intera Superpole, però, è un altro: per la prima volta dal 1992 la prima fila del WorldSBK è tutta Ducati. Un segnale enorme, che racconta il peso della casa di Borgo Panigale su questo avvio di weekend ad Assen.
Accanto a Bulega scatterà Sam Lowes, autore di un ottimo 1’32.473 che gli vale la seconda posizione. È una prestazione pesante, perché arriva su una pista che si adatta bene alle sue caratteristiche e in un momento in cui il britannico sembra finalmente più vicino al proprio miglior stato fisico. Terzo tempo per Iker Lecuona, che aveva accarezzato l’idea di mettere in difficoltà il compagno ma alla fine ha dovuto accontentarsi della chiusura della prima fila.
Quella composta da Bulega, Sam Lowes e Lecuona è una prima fila che mette insieme tre letture diverse: il dominatore del campionato, un pilota in crescita e un altro che continua a confermare il proprio salto di qualità nel box ufficiale Ducati.
Petrucci apre la seconda fila, Vierge conferma Yamaha
Subito dietro alla prima fila scatterà Danilo Petrucci, quarto con la BMW. Il suo risultato ha un valore importante perché gli permette di restare agganciato al gruppo di testa e di aprire una seconda fila da cui, su una pista come Assen, si può ancora costruire molto in chiave gara.
Al suo fianco ci sarà Xavi Vierge, quinto con la Yamaha, autore di una Superpole che eguaglia la sua miglior prestazione nella sessione. Un risultato che conferma quanto di buono aveva già mostrato nel venerdì e che tiene Yamaha dentro una zona di griglia pesante, soprattutto in ottica Gara 1.
Chiude la seconda fila Alex Lowes con la Bimota, sesto in 1’32.960. Un piazzamento che certifica anche la varietà tecnica delle prime sei posizioni: quattro costruttori diversi nei primi sei, segnale di una griglia che dietro al blocco Ducati resta comunque molto combattuta.
Bautista solo settimo, terza fila anche per Locatelli e Baldassarri
Più complicata invece la Superpole di Alvaro Bautista, che con 1’33.013 non è andato oltre il settimo tempo e sarà costretto a partire dalla terza fila. Non è una posizione drammatica, ma su una griglia così compatta significa comunque dover recuperare subito terreno, soprattutto nei primi giri.
Accanto a lui scatteranno Andrea Locatelli, ottavo, e Lorenzo Baldassarri, nono. Baldassarri, dopo il grande venerdì, non è riuscito a trasformare fino in fondo il potenziale visto il giorno prima. Resta però dentro una zona da cui può ancora giocarsi una gara importante, soprattutto se riuscirà a sfruttare bene il passo.
Chiude la top ten Remy Gardner, che porta un’altra Yamaha nelle prime dieci posizioni e conferma come la casa di Iwata, almeno sul giro secco, abbia trovato segnali più incoraggianti rispetto ad altri round.

