Pecco Bagnaia esce dal sabato di Goiania con la sensazione peggiore possibile: quella di aver lasciato per strada da solo un risultato molto più pesante. L’ottavo posto nella Sprint del GP del Brasile non racconta fino in fondo il suo potenziale, ma racconta benissimo il suo errore. Perché il pilota Ducati è convinto di avere il passo per stare molto più avanti, forse addirittura per giocarsi il podio, ma sa anche che tutto è stato compromesso dalla caduta in qualifica. Non è stata la gomma, non è stata la moto, e nemmeno il ritmo gara. Il problema è stato partire troppo indietro su una pista dove superare si è rivelato molto più complicato del previsto.

Il vero guaio è nato in qualifica, non nella Sprint

Il weekend di Bagnaia aveva dato segnali buoni già nelle libere. In FP2, ad esempio, il suo passo con la gomma posteriore media era apparso molto solido, abbastanza per pensare a un sabato diverso. Poi però è arrivata la caduta in qualifica, che lo ha spedito all’11° posto in griglia e ha cambiato completamente il copione della Sprint.

“Ho scelto la media perché, dai dati e da quello che mi hanno consigliato, sembrava la scelta giusta e nella Sprint non sono stato in difficoltà con la gomma posteriore. È stata molto costante, forse avrei voluto qualcosa in più nei primi 2 o 3 giri. Il problema però non è stato quello, ma la scivolata in qualifica. Avevo spinto abbastanza nel giro di lancio, ma non avevo scaldato abbastanza la gomma anteriore. È stato un mio errore”. Come riportato da Motorsport.com.

Il messaggio è netto: la scelta tecnica non gli ha tolto il risultato. È stato lui, con l’errore del sabato mattina, a mettersi nella posizione peggiore possibile per affrontare una Sprint su un tracciato dove la posizione conta tantissimo.

La Ducati c’era, ma partire 11° ha cambiato tutto

Il rimpianto di Bagnaia nasce soprattutto da una convinzione: la moto gli permetteva di stare davanti. E questa è la parte che lo fa arrabbiare di più. “Purtroppo non avevo due moto uguali, perché ieri non avevamo avuto tempo per trovare il miglior setup, quindi ho fatto delle prove anche oggi e sono caduto con la moto migliore. È un peccato partire 11° quando la moto ti permetterebbe di stare davanti, oggi il limite non è stata la moto, ma partire dietro. Avrei potuto lottare per la prima fila e per il podio, ma ho fatto un casino”.

Qui c’è tutta la frustrazione del suo sabato. Bagnaia spiega che il lavoro sul setup non era ancora completamente rifinito e che proprio sulla moto migliore è arrivata la caduta che ha compromesso la qualifica. Da lì in poi, la Sprint è diventata una gara di contenimento e rimonta, non quella che lui avrebbe potuto correre partendo davanti.

La scelta della media non ha tradito Bagnaia

Nella Sprint, Bagnaia è stato l’unico a montare la gomma posteriore media. Una scelta diversa dagli altri, ma che secondo lui non ha creato alcun vero problema. La gomma si è comportata bene, è rimasta costante e, anzi, potrebbe diventare un riferimento utile anche in vista della gara lunga. Il limite, semmai, è stato solo nei primissimi giri, quando gli sarebbe forse servito qualcosa in più in accelerazione per provare a liberarsi prima del traffico.

Bloccato dietro Alex Marquez: più veloce, ma senza spazio

Il cuore della sua Sprint è stato il lungo inseguimento ad Alex Marquez. Bagnaia è rimasto per molto tempo bloccato alle spalle del pilota Gresini, con la sensazione di avere più ritmo ma senza riuscire mai a trovare il varco buono per passare. “Non sono riuscito a essere incisivo per superare e sono rimasto bloccato. Andavo decisamente più veloce di Alex, ma non ho mai trovato spazio per superarlo. Quando lo lasciavo andare, lo riprendevo in tre curve”. Bagnaia sentiva di averne di più, riusciva a recuperare rapidamente ogni piccolo margine, ma non abbastanza da costruirsi l’occasione giusta in un punto davvero utile del tracciato.

Più aggressivo? Forse sì, ma il rischio era troppo alto

Bagnaia ha ammesso anche che, forse, avrebbe potuto provare a essere più duro nel duello con Alex Marquez. Ma il contesto della sua giornata lo ha spinto a una scelta più prudente.

“Il mio limite è stato non riuscire a superarlo. Se sei più veloce, di solito hai una possibilità. Però Alex aveva la gomma morbida, io la media ed era complicato per me nella prima parte dell’accelerazione. Forse avrei potuto essere più aggressivo, ma oggi era facile commettere un errore e, dopo la caduta in qualifica, volevo finire la gara”.

Guardando a domenica, Bagnaia prova a trovare almeno uno spiraglio positivo. La Sprint gli ha dato indicazioni utili, soprattutto sulla gestione gomme, ma la gara di 31 giri avrà un’altra fisionomia. “Sarà una gara lunga e il limite sarà la gomma anteriore più che la posteriore. Per me l’importante sarebbe riuscire a superare almeno 5 o 6 piloti nei primi giri. A livello di ritmo, sono quello che ha fatto più giri con le gomme usate”.

A Goiania superare è davvero difficile, soprattutto contro un’altra Ducati

Bagnaia ha insistito su un punto che può diventare decisivo anche per la gara lunga: qui superare è complicatissimo. E la cosa diventa ancora più evidente quando davanti hai una moto molto simile alla tua.

“Il problema, come mi sono accorto oggi, è che qui è veramente difficile superare, soprattutto se lotti con un’altra Ducati. Spero che l’esperienza di oggi con la media mi aiuti. Il mio potenziale è buono, ero felice questa mattina nelle libere. Nella Sprint poi riuscivo a stare vicino ai piloti che mi precedevano e di solito, con il serbatoio più grande, sono più veloce”.

La voragine sul rettilineo e il ritardo della Sprint

La giornata di sabato a Goiania non è stata segnata solo dalla pista e dalle gomme. A tenere banco c’è stata anche la comparsa di una vera e propria voragine sul rettilineo di partenza, un episodio che ha portato a un ritardo di un’ora e venti per la partenza della Sprint e al rinvio delle qualifiche di Moto2 e Moto3. Bagnaia ha commentato la situazione senza troppi giri di parole.

“Sono situazioni a cui i piloti non vorrebbero partecipare, ma lo sforzo fatto per farci correre è stato grande. Forse non erano proprio pronti ad accoglierci, ma la pista è bella. È stata una figuraccia? Questo non è problema mio. Spero che la MotoGP capisca come migliorare”.

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