Crescono i timori sulla sicurezza del GP del Qatar. Secondo Simon Patterson e Lucio López, alcuni membri del paddock starebbero iniziando a rifiutare la trasferta a Lusail

Il GP del Qatar 2026 continua a far discutere e, nel paddock della MotoGP, la preoccupazione sembra aumentare. Mancano pochi giorni all’appuntamento di Lusail, previsto dal 6 all’8 novembre. Tuttavia, la situazione geopolitica in Medio Oriente continua a sollevare interrogativi sulla sicurezza. Dopo le riunioni dei piloti a Phillip Island, emergono nuove indiscrezioni su possibili rifiuti a partecipare alla trasferta. Nonostante questo, è importante dire che l’organizzazione della MotoGP sta facendo di tutto per fare in modo che il Gran Premio si corra normalmente.

Il problema nasce dalla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, scoppiata a febbraio e allargatasi a diverse aree del Medio Oriente. Gli attacchi e le rappresaglie nella regione hanno coinvolto anche infrastrutture strategiche e aeroporti, aumentando i timori per la sicurezza dei trasporti. Il Qatar ospita inoltre importanti installazioni militari statunitensi, potenziali obiettivi in caso di una nuova escalation. Nonostante una relativa diminuzione delle ostilità, rimane il rischio di attacchi e improvvise chiusure dello spazio aereo. La preoccupazione riguarda soprattutto la possibilità di lasciare rapidamente il Paese qualora la situazione dovesse peggiorare.

Cosa sta succedendo nel paddock della MotoGP?

A riportare gli ultimi sviluppi è Simon Patterson, giornalista di The Race, attraverso il proprio profilo X. Patterson ha spiegato di aver raccolto diverse testimonianze, sia direttamente sia attraverso altre persone. Secondo il giornalista britannico, alcuni membri del paddock non vorrebbero raggiungere il Qatar e starebbero iniziando a manifestare apertamente questa posizione. Una situazione che confermerebbe il crescente disagio all’interno del paddock. Anche Lucio López, sempre su X, ha riportato informazioni simili provenienti dalle proprie fonti.

La questione era già emersa durante il Gran Premio d’Australia. A Phillip Island, i piloti avevano organizzato un incontro riservato per discutere dei rischi legati alla trasferta in Medio Oriente. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, la maggioranza dei presenti avrebbe espresso contrarietà alla partecipazione nelle attuali condizioni. La richiesta principale riguarda garanzie concrete sulla sicurezza e una decisione dovrà essere presa entro questo fine settimana a Sepang.

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