Il Gran Premio del Qatar è in bilico a causa del conflitto in Medio Oriente. Dopo la ribellione segreta dei piloti in Australia, Carlos Ezpeleta vola a Doha per ottenere garanzie sulla sicurezza.
Il clima di altissima tensione geopolitica nel Medio Oriente rischia di abbattere un’altra scure sul calendario della MotoGP. Di fronte all’aggravarsi del conflitto nella regione del Golfo, sottolineato dai recenti attacchi alle infrastrutture civili in Arabia Saudita e dalle restrizioni governative globali sui viaggi, la disputa del Gran Premio del Qatar è seriamente in bilico. Per scongiurare la cancellazione dell’evento, secondo quanto riportato da GPOne, il vice CEO di Dorna, Carlos Ezpeleta, si recherà personalmente a Doha in questi giorni, prima di volare in Malesia. L’obiettivo della sua missione è uno solo: ottenere garanzie di sicurezza assolute dalle autorità per blindare lo svolgimento della corsa.

Durante l’appuntamento in Australia, i piloti hanno tenuto una riunione segreta in cui la stragrande maggioranza dei presenti ha votato contro l’ipotesi di gareggiare a Losail, ponendo condizioni severissime a Ezpeleta. Sebbene la direzione della MotoGP continui a ribadire la ferma intenzione di portare a termine il Gran Premio, la palla passa ora alla politica: se il vertice a Doha non dovesse fornire le rassicurazioni richieste a tutela dell’incolumità del paddock, un clamoroso cambio di programma dell’ultimo minuto diventerebbe l’unica soluzione per non perdere un GP.

