Due anni fa, una caduta nella Sprint della Malesia cambiò il destino del mondiale. Bagnaia vinse le tre gare successive, ma Jorge Martin vinse il titolo

Ci sono cadute che fanno perdere una gara. Altre che fanno perdere un mondiale. E poi ci sono quelle che, anche dopo anni, continuano a farci pensare a cosa sarebbe potuto succedere. Il 2 novembre 2024, alla curva 9 di Sepang, Pecco Bagnaia perse molto più di una Sprint. Non matematicamente, certo. Mancavano ancora tre gare, tra Malesia e Barcellona, e il mondiale era tutt’altro che finito. Eppure, riguardando quelle immagini, sembra quasi di conoscere già il finale. Pecco nella ghiaia, la sua Ducati rossa a terra e quel Jorge Martin che oggi si gioca il mondiale contro Marc Marquez, che andava incontro a una vittoria pesantissima. Il titolo sarebbe arrivato due settimane dopo, a Barcellona. Ma forse una parte di quella storia era già stata scritta in Malesia.

Il Gran Premio della Malesia arrivava dopo una stagione straordinaria, nella quale Bagnaia e Martin si erano sfidati tutta la stagione Pecco era il campione del mondo in carica, reduce dai titoli conquistati nel 2022 e nel 2023. Martin, invece, cercava quella rivincita sfuggita proprio contro l’italiano nella stagione precedente, e soprattutto era arrabbiato perché Ducati, per la stagione successiva, aveva scelto Marc Marquez. La classifica prima di Sepang raccontava di 17 punti di vantaggio per lo spagnolo, quando mancavano soltanto due round.

Bagnaia arrivava dalla splendida vittoria sotto la pioggia in Thailandia. A Sepang serviva continuare a vincere, sperando di recuperare terreno. Il sabato sembrava cominciare nel migliore dei modi. Pecco conquistò una pole position straordinaria, fermando il cronometro sull’1:56.337. Martin fu secondo, a 216 millesimi. Allo spegnimento dei semafori, Martin scattò meglio e conquistò la prima posizione. Bagnaia provò a resistere all’esterno della prima curva, ma dovette accodarsi allo spagnolo. Alle loro spalle c’era Marc Marquez, pronto ad approfittare di qualsiasi errore.

I primi due giri furono una rincorsa continua. Martin davanti, Bagnaia subito dietro. Poi arrivò il terzo passaggio. Curva 9. Una frenata, l’anteriore che si chiude e la Ducati numero 1 che finisce giù. In pochi istanti, tutto cambiò. Martin proseguì verso la settima vittoria stagionale nelle Sprint. Bagnaia, invece, tornò al box senza aver conquistato un solo punto. Il vantaggio dello spagnolo passò da 17 a 29 punti. La matematica lasciava ancora aperto il campionato. La sensazione, però, era quella di aver assistito a qualcosa di decisivo.

Bagnaia le prova tutte ma non basta

Il giorno successivo, Pecco tornò in pista e vinse da campione. La gara fu spettacolare, soprattutto nei primi giri. Bagnaia e Martin si scambiarono più volte la posizione, senza risparmiarsi nulla. Alla fine, l’italiano conquistò la sua decima vittoria domenicale della stagione. Martin chiuse secondo, perdendo appena cinque punti. Il distacco scese a 24 lunghezze, quando rimaneva soltanto l’ultimo weekend. Bagnaia aveva fatto il massimo, ma ormai non bastava.

Il mondiale avrebbe dovuto concludersi a Valencia. Le tragiche alluvioni che colpirono la regione spagnola costrinsero però gli organizzatori a cambiare sede. L’ultima tappa si disputò a Barcellona, con il nome di Gran Premio della Solidarietà. Bagnaia non aveva alternative: doveva vincere e sperare in un errore del rivale. Sabato 16 novembre, il pilota Ducati conquistò la Sprint davanti a Enea Bastianini e Jorge Martin. Il distacco scese a 19 punti. La domenica, Pecco vinse ancora. Undicesimo successo domenicale del 2024, un numero impressionante. Alle sue spalle arrivò Marc Marquez. Martin concluse terzo. Era abbastanza per diventare campione del mondo. Jorge Martin conquistò il titolo con appena dieci punti di vantaggio. Bagnaia, nonostante tre vittorie consecutive e undici vittorie della domenica stagionali, dovette arrendersi.

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