Claudio Domenicali aveva aperto il discorso sulla Race of Champions nella conferenza stampa di ieri sottintendendo di andare piano, perché si tratta di una gara spettacolo, in cui bisogna divertirsi e non rischiare di farsi male. Soprattutto considerando che per i piloti che partecipano alla RoC ci sono dei mondiali da vincere sia in MotoGP che in Superbike. Evidentemente andare piano è un concetto non comprensibile per Nicolò Bulega, che chiude la qualifica in 1:34.386, tempo incredibile per una Panigale V4 a Misano. 

Bulega nel mondiale Superbike sta dominando con 25 vittorie consecutive (le ultime quattro della scorsa stagione più tutte le gare disputate fino a Misano compresa). Evidentemente non si accontenta del mondiale. Vuole prendersi la scena anche nel weekend del centenario Ducati. Una pole position enorme che gli dà il ruolo di assoluto favorito per la gara di domani (visibile sul canale Youtube ufficiale Ducati alle 12.40). 

Tutti i piloti abituati ad avere a che fare con moto di serie o derivate (di serie) nel loro campionato hanno girato mediamente più forte dei piloti MotoGP. In prima fila dopo Bulega troviamo Lorenzo Baldassarri, distante poco meno di un decimo in 1:34.454, e poi Pecco Bagnaia, terzo a meno di tre decimi. Pecco stava facendo un giro record, se non avesse sbagliato al terzo settore. Infatti, il numero 63 aveva sette decimi di vantaggio sul tempo della pole di Bulega al passaggio sulla fotocellula del primo settore e cinque dopo il primo. Domani, salvo stravolgimenti, dovrebbe essere della partita.

Intorno a Pecco Bagnaia ci sono tutti piloti del mondiale Superbike. Da Baldassarri a Montella per arrivare fino a Surra

Decisamente più conservativo, invece, Marc Marquez. Il campione del mondo 2025 ha registrato il tempo di 1:36.625 che gli vale solo la 12° posizione. Chiude la quarta fila dietro Syahrin e Bautista. Come ha detto in conferenza stampa venerdì, la voglia di farsi male, ovviamente, non c’è, e quindi questo lo porta a non prendersi dei rischi che, in caso di infortunio, potrebbero compromettergli la lotta al titolo MotoGP

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