Pedro Acosta ha vissuto momenti di puro terrore ad Assen. L’acceleratore della sua KTM si è bloccato due volte a 300 km/h. Rottura ormai totale con il box austriaco.

Arrivare in fondo a un rettilineo a 300 km/h e scoprire che la moto non rallenta. È l’incubo peggiore per qualsiasi pilota professionista. Questo scenario da brividi si è materializzato per Pedro Acosta durante il sabato del GP d’Olanda. L’acceleratore della sua KTM si è letteralmente bloccato per ben due volte consecutive. Il gravissimo fatto, spiegato dallo squalo a Dazn Spagna, getta ombre inquietanti sull’affidabilità della moto austriaca. L’assurdo guasto si è manifestato prima durante le FP2 e poi nelle qualifiche.
Il sensore sballato e la paura dello spagnolo
Secondo le prime analisi del box KTM, il problema non avrebbe natura puramente meccanica. Un sensore difettoso si sarebbe attivato in modo del tutto anomalo e totalmente imprevisto. Questo malfunzionamento elettronico ha causato il blocco totale e improvviso del comando del gas. Acosta ha vissuto momenti di puro terrore prima di riuscire a controllare la pericolosissima situazione. Lo stesso talentuoso pilota ha definito l’accaduto come la sensazione peggiore mai provata su una sella. Guidare un prototipo da oltre 250 cavalli senza poter decelerare è un rischio semplicemente inaccettabile. La Sprint Race pomeridiana si è poi fortunatamente svolta senza questo specifico e spaventoso intoppo tecnico. Lo spagnolo ha comunque faticato parecchio, chiudendo nono dopo una pericolosa escursione nella ghiaia.

Rottura evidente tra Pedro e Mattighofen
Il clamoroso episodio ha riempito il box di tensione. Il futuro pilota ufficiale Ducati non ha usato mezzi termini per attaccare la propria squadra. L’assenza di vincoli contrattuali futuri con l’azienda austriaca ha sicuramente sciolto la lingua del fenomeno spagnolo. Pedro lamenta infatti una serie infinita e inaccettabile di problemi tecnici irrisolti dal round di Barcellona. Ha preteso pubblicamente risposte chiare, rapide e definitive dai suoi ingegneri di pista. Correre letteralmente alla cieca compromette non solo le prestazioni, ma la sicurezza stessa del pilota.
L’ipotesi che il sensore impazzisca passando sui cordoli non convince minimamente il talento iberico. Tutti i piloti in griglia sfruttano ogni singolo centimetro dei cordoli olandesi ad ogni giro. È statisticamente e tecnicamente improbabile che solo la sua moto subisca questo grave arresto anomalo. Le lamentele pubbliche di Acosta nascondono forse una frustrazione più profonda verso lo sviluppo della RC16. Mattighofen sembra aver perso la bussola tecnica proprio mentre il suo gioiello si prepara all’addio. I vertici tecnici dovranno trovare soluzioni immediate per evitare rischi potenzialmente letali nelle prossime gare. Il clima all’interno del box arancione è ormai denso di un’elettricità decisamente pericolosa e ingestibile.

