Marc Marquez è tornato in pista, ha conquistato l’accesso diretto alla Q2 e soprattutto ha ottenuto la risposta che cercava dal proprio corpo. Eppure, al termine del venerdì del Mugello, il pilota Ducati non nasconde che la strada verso il pieno recupero sia ancora lunga. Il sesto posto nelle Practice rappresenta un risultato incoraggiante considerando che appena venti giorni fa si trovava in sala operatoria. Ma il vero verdetto per il campione del mondo non è arrivato dal cronometro, bensì dalle sensazioni fisiche.

La notizia migliore riguarda proprio il problema che aveva spinto Marquez a sottoporsi all’operazione alla spalla destra. Lo spagnolo ha spiegato che il nervo radiale sta finalmente rispondendo come sperava e che quei fastidiosi episodi di intorpidimento che limitavano la sua guida sembrano essere scomparsi.
“Per me la cosa più importante di oggi era cercare di capire come funzionava il nervo radiale.” Ha cominciato Marc Marquez parlando ai microfoni di Sky Sport MotoGP. “Era molto importante non sentire alcun fastidio o intorpidimento alle mani, alle dita e ai gomiti. Al momento sta funzionando bene e sono felicissimo, perché era l’obiettivo principale dell’intervento. Ovviamente, quando i nervi inizieranno a funzionare normalmente, cominceremo a lavorare su altri muscoli, sul modo di andare in moto. Quindi ho un altro tipo di dolore, ma passo dopo passo vediamo se riusciamo a migliorare”.
Se il nervo risponde positivamente, il lavoro da fare sul piano muscolare resta ancora enorme. I mesi trascorsi con una funzionalità ridotta del braccio hanno inevitabilmente indebolito tutta la muscolatura coinvolta nella guida di una MotoGP e proprio questo rappresenta oggi il principale limite del numero 93.
“Teoricamente, dovrei andare sempre peggio perché sarò più stanco. Ma per questo motivo oggi ero super calmo nelle FP1 e nelle Prove, ho spinto solo un giro per cercare di entrare in Q2. Al momento non mi sento abbastanza sicuro per spingere. E, se devo essere sincero, pensavo che mi sarei sentito meglio sulla moto: nelle curve a destra e nei cambi di direzione, perdo molto tempo. Per un giro posso farcela, ma sulla distanza di gara, sono mezzo secondo più lento dei migliori”.
“Non sono pronto per la top-5”
La dichiarazione più significativa del venerdì arriva però quando si parla di obiettivi. Mentre tutti continuano a guardarlo come un possibile protagonista del weekend, Marquez preferisce abbassare drasticamente le aspettative.“Al momento non sono pronto a lottare nemmeno per la top-5, non ho obiettivi per il giro secco e per la posizione, voglio solo migliorare”.
Una posizione coerente con quanto dichiarato già alla vigilia del Mugello. Il suo campionato oggi non si misura in punti o piazzamenti, ma nella capacità di recuperare completamente il proprio potenziale fisico.
“Non so quale sia il mio 100%. La cosa più importante è che mentalmente sono pronto e voglio provare a raggiungere di nuovo il mio top. Perché, se non si è pronti mentalmente, è meglio arrendersi. Io sono pronto e ci proverò: forse non ci riuscirò, forse sì, avremo la risposta forse tra due mesi, o forse tra due settimane. Ma la cosa più importante non è sentirsi all’80% o al 60%, il punto è dare il 100% in quel giorno e raggiungere il top della forma in futuro, questa sarà la mentalità”.

