MotoGP26 prova a fare una cosa che la serie doveva fare da anni
Grazie a Milestone, PoleGP ha avuto la possibilità di giocare MotoGP26 con una settimana di anticipo. Lo abbiamo provato, testato e soprattutto capito abbastanza per dirne una semplice: questo capitolo non si limita ad aggiungere due ritocchi e una mano di vernice. MotoGP26 cambia marcia.
Per anni il gioco ufficiale della MotoGP ha avuto lo stesso problema: base forte, licenze importanti, contenuto “ufficiale” sempre spendibile, ma una struttura troppo chiusa dentro al solito schema. Entravi, giravi, qualificavi, correvi, andavi avanti. Tutto corretto, tutto ordinato, ma spesso anche tutto troppo freddo. A tratti noioso per chi ha come attrazione principale la carriera senza giocare online. Mancava vita attorno al pilota. Mancava la sensazione di stare dentro un paddock e non soltanto dentro una sequenza di sessioni.
Il primo segnale arriva già dal menu principale, costruito attorno alle aree del paddock. Non è una sciocchezza estetica, perché racconta subito la nuova intenzione del gioco: meno simulatore isolato nel cronometro, più esperienza da pilota del Motomondiale.
Questo cambio di tono diventa ancora più chiaro in Carriera, che è il vero cuore di MotoGP26. Si può partire dalla Moto3, dalla Moto2 o direttamente dalla MotoGP, ma il punto non è solo la categoria scelta. Il punto è che il gioco prova finalmente a costruire un contesto. Il giocatore entra nel team passando attraverso una hospitality ricreata in 3D, con cutscene e piccoli momenti narrativi che danno più peso all’ambiente.
Si può dire: la Carriera è la novità più importante di MotoGP26
La modalità Carriera gira attorno ad alcuni passaggi chiave che finalmente danno una direzione alla stagione. Le conferenze stampa del giovedì servono a scegliere che piega dare al proprio weekend e, più in generale, al proprio percorso. Si può spingere su una rivalità, provare a ottenere un contratto migliore, lavorare sul prestigio o concentrarsi sullo sviluppo della moto.
Qui MotoGP26 fa la cosa giusta: rompe la meccanicità. Non sei più soltanto uno che entra in pista e consuma weekend. Cominci a costruire un percorso. E anche le rivalità, da quanto visto, non sono buttate lì per fare scena. Hanno un peso nel paddock e si riflettono pure durante la gara, grazie a un nuovo HUD dall’alto che rende più leggibile il quadro delle sfide.
Il sistema contratti è una botta di ossigeno
Molto forte anche il nuovo sistema dei contratti. Il giocatore può mettersi nel mirino il weak link di una squadra migliore e provare a strappargli il posto. Durante la stagione arrivano poi incontri con il manager personale, che aprono a scelte di mercato, permanenza nel team oppure trattative dirette con i costruttori.
Questa è una delle idee migliori del gioco. Perché la carriera, finalmente, non è più il vecchio binario “vinci e sali”. Prova a diventare una storia dentro al paddock. Prova a farti sentire un pilota che si muove in un ambiente vivo, con opportunità, pressioni e scelte.
Ogni moto può diventare vincente. Ed è la scelta più intelligente di tutte
Milestone ha rivisto anche il sistema di sviluppo tecnico. I debriefing sono meno frequenti, ma più pesanti. Il feedback del giocatore è più legato a ciò che succede davvero nel weekend, e in base al rendimento del costruttore, alla classifica e alle scelte fatte in carriera si ottengono più o meno punti da investire nell’evoluzione della moto. Ma la vera scelta pesante è un’altra: ogni moto può arrivare al massimo livello prestazionale.
Tradotto: se scegli Honda, Yamaha o KTM, non sei condannato a restare un sopravvissuto mentre Ducati e Aprilia comandano per sempre. Puoi costruire. Puoi portare un progetto in alto. Puoi cambiare gli equilibri. E per una carriera lunga senza annoiarsi è fondamentale.
La fisica
La novità tecnica più pesante di MotoGP26 è il Rider-Based Handling. Il concetto è semplice e forte insieme: non controlli più soltanto la moto, ma il pilota e il suo movimento sulla moto. Il gioco cerca quindi di rendere più naturale il rapporto tra input, corpo e dinamica del mezzo.
Milestone ha lavorato soprattutto su frenata, ingresso curva e percorrenza ad alta velocità, cioè proprio nei tre punti in cui i giochi MotoGP negli anni sono spesso stati più rigidi o più difficili da leggere per chi gioca col pad.
Il risultato è una guida più comprensibile, più coerente e meno legnosa. Serve un minimo di adattamento, perché non è il solito feeling, ma si capisce subito che qui il lavoro c’è stato davvero. E soprattutto si vede anche a livello visivo: animazioni, tute e movimenti del pilota sono stati rivisti per riflettere meglio il nuovo modello fisico.
Race Off cresce e finalmente serve a qualcosa
Torna anche Race Off, ma stavolta con più peso. La novità migliore è l’introduzione delle Production Bikes, una delle aggiunte più sensate dell’intero gioco. Dentro MotoGP26 entrano moto derivate dalla produzione da usare in eventi monomarca su tracciati del calendario ufficiale.
Ci sono la Honda CBR 1000RR-R Fireblade SP, la Ducati Panigale V4 S, la Yamaha YZF R1 GYTR, l’Aprilia RSV4 1100 e la KTM 990 RC R Track. Ogni moto è associata a piste specifiche. La Ducati gira su Mugello, Jerez e Phillip Island, l’Aprilia su Misano, Mugello e Catalunya, la KTM su Red Bull Ring, Chang e Brno.
La cosa giusta è che questi eventi entrano anche nella Carriera e servono a migliorare la gestione della moto principale. In pratica, l’allenamento smette di essere una parentesi e diventa parte del percorso. Finalmente.
Più location, più varietà, meno sensazione di contenitore vuoto
Race Off si allarga anche con una nuova location, Canterbury Park, che si aggiunge a Borgo Caselle e Mont Lagard. Il totale sale a tre location e sei tracciati dedicati tra minibike, flat track e motard.
Qui il punto non è solo avere più roba. Il punto è che MotoGP26 prova finalmente a costruire meglio la giornata di un pilota, il suo lavoro fuori dal weekend, la sua preparazione. E per una serie che per anni è stata troppo asciutta fuori dalla pista, è un cambio pesante.
Ranking piloti e mercato rendono il paddock più vivo
MotoGP26 introduce anche un sistema di ranking per i piloti di MotoGP, Moto2 e Moto3. Ogni rider ha valori su giro secco, passo gara, duello corpo a corpo, affidabilità e overall. Questi dati servono a dare più senso al comportamento dell’AI e verranno aggiornati durante la stagione reale 2026.
È un’aggiunta importante, perché permette al gioco di seguire meglio il campionato vero e di dare più credibilità ai vari piloti in pista. Non solo: il mercato piloti torna pienamente attivo. Alcuni piloti Moto3 possono arrivare fino alla MotoGP e nella pagina paddock della Carriera si può seguire l’andamento dei vari rider.
È una scelta che aggiunge profondità alla modalità lunga e aiuta il mondo di gioco a muoversi davvero, invece di restare statico stagione dopo stagione.
Il crossplay pieno era una necessità, finalmente è arrivato
Sul fronte online, MotoGP26 introduce il full crossplay tra PC Steam, Epic Games Store, PlayStation 5 e Xbox Series. Qui non c’è da inventarsi grandi analisi: era una necessità. I racing game annuali soffrono tantissimo la divisione della community tra piattaforme. Le lobby si svuotano, il multiplayer si spegne, l’online perde valore in fretta. Il crossplay era la risposta giusta, e finalmente è arrivata.

