Ducati guarda al presente della MotoGP, ma a Misano pensa già anche al futuro

Misano non si è parlato soltanto di CIV e di attività in pista. La presenza di Claudio Domenicali ha acceso anche i riflettori sul momento attuale della Ducati in MotoGP, sul recupero di Marc Marquez e su un progetto che a Borgo Panigale considerano strategico per il futuro del motociclismo italiano: la Ducati V2 Future Champ, academy nata insieme al Garage51 di Michele Pirro con l’obiettivo di accompagnare la crescita dei giovani talenti.

Il CEO Ducati ha mostrato grande entusiasmo per questa nuova iniziativa, spiegando che si tratta di un’idea coltivata da tempo e resa concreta proprio grazie a Pirro. La Ducati V2 Future Champ fa parte di un desiderio che avevamo da molto tempo, che era lì latente e che ha trovato in Michele Pirro proprio l’artefice”, ha spiegato a GPOne. Poi ha aggiunto: È stato lui a sognare questa cosa e a proporla. Diciamo che non è facile mettere in piedi un progetto così, ma a me è piaciuto tantissimo”.

Future Champ, il sogno Ducati: creare in Italia un percorso che porti fino alla MotoGP

Il senso del progetto, nelle parole di Domenicali, va ben oltre il semplice supporto a una categoria o a una struttura formativa. L’idea è quella di contribuire alla crescita di un sistema capace di offrire ai ragazzi italiani e alle loro famiglie una vera possibilità di inseguire il professionismo.

Ci piace l’idea di contribuire, nel nostro piccolo, a far crescere il sistema. Cioè a generare in Italia un contesto che sia capace di dare la possibilità anche a ragazzi e famiglie appassionate di moto di provare a sognare in grande”, ha raccontato. E poi la frase che spiega perfettamente la filosofia del nome scelto: Da qui Future Champ: perché, chissà, il nostro sogno sarebbe portare in MotoGP un ragazzo che inizi proprio da questo percorso”.

L’obiettivo, in sostanza, è costruire un percorso credibile che un domani possa produrre un nuovo grande talento da far crescere fino al vertice. In altre parole, trovare nel tempo un nuovo Bagnaia o un nuovo Marquez.

Ducati non domina più come prima, ma per Domenicali non è un problema

Il passaggio più importante della sua analisi sul mondiale riguarda però il nuovo scenario tecnico. Domenicali riconosce apertamente che oggi Ducati non ha più quella superiorità netta che aveva costruito negli ultimi anni. E in questo senso cita in modo molto diretto anche il salto in avanti di Aprilia, diventata nel frattempo il nuovo riferimento del campionato.

Ducati è stata senza dubbio la miglior moto negli ultimi 4-5 anni, ma oggi i valori in campo sono molto più livellati”, ha spiegato. Poi ha aggiunto: È difficile dire esattamente dove siano tutti, perché dipende anche dallo stato di forma dei piloti, ma sicuramente non esiste più la supremazia che c’era prima. Oggi quindi siamo molto più vicini”.

Bezzecchi viene promosso apertamente: “È in uno stato di forma straordinario”

Nel fare il punto sul campionato, Domenicali riconosce anche il momento eccezionale di Marco Bezzecchi, protagonista assoluto di questa prima fase del mondiale. Anche Bezzecchi, che ha vinto le ultime gare, è in uno stato di forma straordinario”, ha spiegato.

È un passaggio tutt’altro che marginale, perché certifica come dentro Ducati si guardi con grande rispetto non solo alla crescita tecnica di Aprilia, ma anche alla condizione e al rendimento del pilota che oggi ne sta trascinando i risultati. Eppure, nonostante tutto, Domenicali non trasforma questo scenario in un dramma: Abbiamo fatto le prime tre gare, vediamo cosa succederà, ma è bello che ci sia più concorrenza”.

Marquez sta meglio, ma per tornare a vincere serve essere al 101%

L’altro tema centrale è naturalmente Marc Marquez, ancora nel pieno del lavoro di recupero dopo il problema fisico accusato in seguito all’infortunio rimediato in Indonesia nella scorsa stagione. Anche qui Domenicali sceglie una linea molto concreta: il periodo di pausa ha aiutato il pilota spagnolo a recuperare ancora qualcosa, ma il livello richiesto per vincere in MotoGP resta altissimo.

Questo stop gli è servito per recuperare ancora un pezzetto. Si sente bene e questo è il punto da cui partire”, ha spiegato. Poi la valutazione più netta sull’infortunio: Certamente l’infortunio è stato importante, perché lo ha tenuto lontano dalle piste per molto tempo”.

Il passaggio più forte, però, arriva subito dopo ed è una chiave perfetta per leggere non solo Marquez, ma la MotoGP moderna in generale: Per stare su queste moto al livello necessario per vincere bisogna essere davvero al 101%: il 98% non basta”.

È una frase pesante, perché racconta quanto il margine tra essere competitivo e poter davvero vincere sia sottilissimo. E allo stesso tempo dà il senso del percorso che Ducati ritiene ancora necessario per Marc: si sente bene, sì, ma il campionato dirà nelle prossime settimane se questo basterà per riportarlo al livello richiesto per imporsi.

Sul rinnovo di Marquez Domenicali rassicura tutti: “È tutto abbastanza definito”

L’ultima parte dell’intervento di Domenicali riguarda il futuro, e in particolare la situazione contrattuale di Marquez. Anche qui il CEO Ducati ha scelto toni molto tranquilli, lasciando intendere che il grosso del lavoro sia ormai stato fatto e che si sia entrati nella fase degli ultimi dettagli.

I rinnovi sono abbastanza definiti, mancano gli ultimi dettagli un po’ in tutto. L’annuncio ufficiale arriverà, secondo me, tra non molto”, ha spiegato.

È una frase che vale parecchio, perché di fatto avvicina molto la comunicazione ufficiale su un tema che da settimane resta sotto osservazione. Allo stesso tempo, Domenicali ha chiarito che il rallentamento delle comunicazioni non dipende solo dalla trattativa specifica sul pilota, ma anche dal contesto più ampio che riguarda il futuro del paddock.

Il dossier 2027 rallenta tutto, ma Ducati vede una soluzione vicina

Secondo Domenicali, infatti, alcune tempistiche si sono allungate anche per via della trattativa in corso con l’organizzatore del campionato sul fronte team e sulle prospettive future, con riflessi evidenti anche sul 2027.

È chiaro che tutte le comunicazioni si sono viste rallentate anche dalla negoziazione in corso con l’organizzatore per i team, e tutto questo impatta sul 2027”, ha detto. Ma la chiusura è stata comunque rassicurante: Mi sembra che ci stiamo avvicinando a una soluzione globale, quindi direi che a breve avremo chiarezza”.

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