Sempre loro tre davanti, ma stavolta il finale cambia all’ultima curva

Anche in Gara 2 della Moto4 a Misano il copione è rimasto lo stesso per quasi tutta la corsa: Luca RizziEdoardo Savino e Mathias Tamburini davanti a tutti, ancora una volta i più veloci, ancora una volta capaci di fare la differenza sul resto del gruppo. Ma rispetto alle gare precedenti, stavolta il finale non è esploso al Carro e non ha lasciato dietro di sé drammi o cadute.

La svolta è arrivata invece all’ultima curva. Savino si era presentato davanti nel momento decisivo, con la possibilità concreta di portare a casa una vittoria pesantissima. Tamburini però ci ha provato lo stesso, infilando un attacco aggressivo proprio all’ultimo riferimento utile. L’ingresso è stato troppo deciso, ha spinto largo entrambi e in quel momento Rizzi ha fatto la cosa più importante di tutte: si è fatto trovare pronto.

Il risultato è stato immediato. Mentre Savino e Tamburini perdevano la traiettoria ideale, Rizzi ha trovato lo spazio giusto per infilarsi, completare il sorpasso e andare a vincere una gara che sembrava ancora una volta dover restare nelle mani di uno dei suoi due rivali diretti.

Rizzi capitalizza tutto e lascia Misano da leader

La vera forza del weekend di Luca Rizzi non è stata soltanto la velocità. È stata la capacità di raccogliere sempre, anche quando sembrava non essere nella posizione perfetta per farlo. In questa Gara 2 lo ha dimostrato ancora una volta: non ha forzato oltre misura, è rimasto dentro la lotta fino alla fine e quando davanti si è aperta la porta ha colpito subito.

La classifica finale racconta una gara cortissima:

1. Rizzi – 21’44”296

2. Savino +0.104

3. Tamburini +0.157

4. Ferrucci +0.191

5. Dotta +0.254

Cinque piloti in meno di tre decimi: basta questo per spiegare quanto fosse tirata la corsa e quanto il margine di errore fosse praticamente zero. Ma dentro a questo equilibrio pazzesco, Rizzi è stato ancora una volta quello che ha saputo massimizzare meglio tutto. E proprio per questo esce da Misano da leader del campionato, che è poi la notizia più pesante dell’intero weekend.

Savino mastica amaro: a Misano servivano più punti

Se Rizzi può lasciare Misano con il sorriso pieno, Edoardo Savino ha invece tutti i motivi per uscire dal round con una forte sensazione di occasione sprecata. Perché il passo c’era, la presenza davanti anche, e in diversi momenti del weekend sembrava proprio lui quello chiamato a mettere insieme il bottino più pesante.

Invece non è andata così. Anche in Gara 2 si è ritrovato a giocarsi tutto fino all’ultimo, ma stavolta l’attacco di Tamburini nell’ultima curva lo ha mandato largo, togliendogli la possibilità di chiudere il lavoro. Il secondo posto, visto così, pesa meno di quanto dica il piazzamento, perché in questo weekend Savino era arrivato a Misano con una missione molto chiara: raccogliere più punti possibile.

Ed è una missione che vale ancora di più guardando avanti. Savino infatti salterà le gare di Cremonaper la concomitanza con la Moto4 del Moto Junior, e questo significa che il round di Misano avrebbe dovuto rappresentare per lui una specie di riserva piena in classifica. Proprio per questo, a fine sessione, non era affatto soddisfatto. E onestamente era difficile aspettarsi il contrario.

Tamburini ci prova fino all’ultimo, ma l’attacco gli costa la vittoria

Anche Mathias Tamburini conferma tutto il suo peso in questo avvio di stagione. Ancora davanti, ancora dentro alla lotta, ancora in grado di arrivare all’ultimo giro con la possibilità concreta di giocarsi il successo. Stavolta però il suo attacco finale non ha prodotto il colpo grosso.

L’ingresso su Savino all’ultima curva è stato il tentativo disperato di chi non voleva lasciare nulla sul tavolo. Ma in una gara così compatta e in un punto così delicato della pista, bastava pochissimo per cambiare completamente il risultato. Così è stato: l’attacco ha allargato sia lui sia Savino, e a beneficiarne è stato Rizzi.

Tamburini chiude terzo a 157 millesimi, quindi resta pienamente dentro al discorso campionato. Però anche per lui resta il retrogusto di una vittoria sfumata nell’ultimo gesto.

Ferrucci e Dotta vicinissimi, poi il primo vero vuoto

Dietro ai tre protagonisti del weekend, anche Ferrucci e Dotta hanno chiuso praticamente attaccati, rispettivamente a 191 e 254 millesimi. Segno che la gara non è stata solo una questione per i primi tre, ma una vera bagarre a cinque, serratissima, rimasta aperta fino alla bandiera a scacchi.

Poi arriva il primo vero gap: Paglioni sesto a 3.352, davanti a Salvetti a 5.174. Più indietro CiampaliniPeris BouManciniFinoMartinazzi e Benvenuti, tutti raccolti in un secondo gruppo ma ormai fuori dalla lotta per il podio vero.

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