La pioggia salva la Sprint di Bagnaia e gli riapre una gara che sembrava persa

Per lunghi tratti, la Sprint di Jerez stava raccontando l’ennesimo pomeriggio complicato di Pecco Bagnaia. Il pilota Ducati era lontano dalle posizioni che contano, senza ritmo, senza grip e con la sensazione di non riuscire a rimettere in piedi una corsa che lo stava confinando ben fuori dalla lotta vera. Poi è arrivata la pioggia. E con lei è cambiato tutto.

La svolta è nata proprio lì, nel momento in cui il meteo ha iniziato a mischiare le carte e a offrire uno spiraglio a chi aveva il coraggio di anticipare la scelta. Bagnaia è stato tra i primi a rientrare ai box per il cambio moto, e quella decisione gli ha completamente ribaltato la Sprint. Da una gara da comprimario si è ritrovato addirittura in lotta per la vittoria, fino a chiudere secondo alle spalle del compagno Marc Marquez.

La sua sintesi, davanti ai microfoni di Sky Sport MotoGP, è stata perfetta nel tono e nella sostanza: A volte avere culo non è così male”. Una battuta, sì, ma anche una verità detta con il sorriso. Perché senza la pioggia e senza il momento giusto per il cambio moto, la sua Sprint sarebbe stata molto diversa.

Sull’asciutto era in difficoltà vera: “Avevo poco grip e non riuscivo ad andare”

La parte più onesta del suo racconto è proprio quella che riguarda la fase iniziale di gara. Bagnaia non ha cercato di abbellire nulla. Fino a quando la pista è rimasta asciutta, semplicemente non riusciva a essere competitivo. Il problema era sempre lo stesso: mancanza di grip in uscita di curva e impossibilità di stare nel ritmo dei migliori.

Non sono partito bene, ho cercato di seguire i piloti davanti, ma ad un certo punto ha iniziato a piovigginare e non riuscivo ad andare. Avevo veramente poco grip ed ero veramente in difficoltà”, ha spiegato.

È un passaggio importante, perché conferma ancora una volta come il problema della Ducati di Bagnaia non sia sparito. La pioggia ha cambiato il film della Sprint, ma non ha cancellato la fotografia iniziale. Prima che si aprisse la finestra del cambio moto, Pecco stava faticando parecchio e restava lontano dal livello necessario per stare davanti.

Il cambio moto arriva al momento giusto, ma per lui non è stato perfetto

Quando la pioggia ha aumentato l’intensità, Bagnaia ha iniziato a sperare apertamente che fosse abbastanza forte da rendere sensato il rientro ai box. Ed è proprio quello che ha fatto, scegliendo di anticipare la mossa e trovandosi così improvvisamente in una posizione da protagonista.

A quel punto ho iniziato a sperare che venisse a piovere più forte per anticipare il cambio moto, ha detto. Ma nella sua lettura non è stato nemmeno tutto perfetto al millimetro. Anzi, secondo lui la finestra ideale sarebbe stata addirittura un giro prima.

Forse l’ho fatto un giro in ritardo, se l’avessi fatto un giro prima sarebbe stato proprio perfetto, perché la gomma sarebbe entrata meglio in temperatura, però è andata bene così”.

Questa frase racconta bene il livello di lettura che ha avuto durante la gara. Non solo ha colto l’occasione, ma è anche consapevole che dentro a quel momento c’era forse ancora un margine per fare meglio. Il punto, però, è che la scelta gli ha comunque rimesso in mano una Sprint che sembrava compromessa.

Per un attimo ha anche pensato alla vittoria, poi è arrivato Marc

La parte più suggestiva del pomeriggio di Bagnaia sta proprio qui. Dopo il cambio moto, il piemontese si è ritrovato addirittura al comando per qualche curva. Per una fase della gara, insomma, l’azzardo sembrava poter diventare il colpo pieno.

Poi però è arrivato Marc Marquez, e Bagnaia ha dovuto fare i conti con un limite che lui stesso ha riconosciuto subito: sul bagnato, il compagno ne aveva di più. Alla fine ho provato a stare dietro a Marc quando è arrivato, l’ho tenuto un giro e mezzo, poi quando ho visto che non avevo la confidenza che aveva lui sul bagnato, l’ho lasciato andare, perché stavo già rischiando tanto”.

È una confessione lucida, e anche molto importante. Perché Bagnaia non ha perso il secondo posto per passività. Ha capito che continuare a forzare oltre quel livello avrebbe significato esporsi a un rischio inutile, e in una Sprint che gli aveva già rimesso in mano un risultato enorme, il ragionamento ha avuto perfettamente senso.

La scivolata del posteriore lo convince a chiudere il discorso

Se c’era ancora un minimo dubbio sulla possibilità di provare a inseguire Marquez fino alla fine, è sparito definitivamente al penultimo giro. Bagnaia ha raccontato di aver perso il posteriore in maniera aggressiva alla curva 7, e quell’episodio gli ha chiarito subito che il secondo posto valeva già abbastanza.

Al penultimo giro ho perso il posteriore alla curva 7 in maniera abbastanza aggressiva. Avevo sei secondi e mezzo di margine sul terzo, quindi mi sono detto che oggi mi era già andata bene e ho deciso di portarla a casa”, ha spiegato.

Da lì in poi non ha più cercato nulla di eroico. All’ultimo giro quindi non ho spinto per niente, non ho voluto rischiare. Ma Marc avrebbe vinto in ogni caso, perché ne aveva di più.

È una chiusura molto chiara, che restituisce bene il valore del suo secondo posto. Non un rimpianto pieno, ma un podio massimizzato dentro una situazione che fino a metà gara gli stava dicendo molto altro.

Oltre al risultato, Bagnaia si porta via da questa Sprint anche alcune sensazioni utili in vista della gara lunga. E qui il discorso si divide in due, tra bagnato e asciutto. Da una parte, il finale di gara gli ha permesso di raccogliere elementi interessanti su una pista scivolosa. Dall’altra, anche i primi giri sull’asciutto, pur complicati, gli hanno dato materiale su cui lavorare.

Ho notato delle cose interessanti e ne parlerò con il team dopo, quindi penso che domani possiamo fare un passo avanti se dovesse essere ancora bagnato”, ha detto. E poi ha aggiunto: “Sull’asciutto, anche i primi sei giri mi hanno aiutato abbastanza per capire cosa poter fare domani.

Questo è probabilmente il lascito più importante del suo sabato. Non tanto il secondo posto in sé, pur pesante, ma il fatto che dentro una Sprint caotica Bagnaia sia riuscito comunque a leggere qualcosa di utile per costruire la domenica.

La modifica c’è, ma la Ducati non è ancora completamente a posto

In chiusura, Bagnaia ha spiegato anche che sulla moto era stata fatta una modifica già vista il venerdì, ma che per funzionare davvero ha bisogno di essere accompagnata da altri aggiustamenti. Il feeling, secondo lui, è migliorato solo in parte.

Oggi abbiamo fatto una modifica, che è quella che avevamo messo sulla moto venerdì, ma per farla andare bene c’è da fare un po’ di modifiche”, ha spiegato. Poi il punto più importante: Sembra che io ora ce l’abbia un po’ più in mano, ma poi in gara ho faticato abbastanza, non riuscivo ad uscire forte dalle curve per mancanza di grip, però penso che domani possiamo lavorarci”.

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