Delbianco comanda tutto e il CIV SBK riparte da dove aveva finito

La prima gara del CIV Superbike 2026 si chiude con lo stesso nome che aveva lasciato il segno sulla scorsa stagione. A MisanoAlessandro Delbianco non si limita a vincere: comanda Gara 1 praticamente dall’inizio alla fine, confermando subito che il titolo del 2025 non è stato un episodio ma l’inizio di un ciclo che vuole continuare.

Il pilota DMR Yamaha, già autore della pole, ha costruito un sabato perfetto su una pista e in un contesto tecnico che, almeno sulla carta, avrebbero dovuto presentare molte più incognite. E invece Delbianco ha risposto subito da riferimento, prendendosi la vittoria con autorità e gestendo bene anche il momento in cui la pressione sembrava poter crescere davvero.

Rinaldi prova a mettergli pressione, poi spreca tutto

Se c’è stato un momento in cui la gara ha dato la sensazione di potersi aprire, è stato nei primi giri. Michael Ruben Rinaldi si è portato subito in scia a Delbianco e per una fase iniziale ha rappresentato il rivale più credibile per provare a rompere il controllo del campione in carica.

Il passo per restare vicino c’era, e la sensazione era che l’ex mondiale potesse davvero giocarsi qualcosa di pesante. Poi però è arrivato l’episodio che ha cambiato completamente il suo pomeriggio: un lungo, un errore nel momento in cui serviva restare perfetti, che lo ha tolto dalla lotta vera e gli ha fatto perdere anche il podio.

Alla fine Rinaldi ha chiuso quarto a 8.843, un risultato che lascia due letture. La prima è positiva: la velocità per stare davanti c’è. La seconda è più pesante: quando è arrivato il momento di trasformare quel ritmo in risultato pieno, è mancata la pulizia. E nel CIV di quest’anno, con questo livello, basta davvero poco per buttare via tutto.

A beneficiare del calo di Rinaldi è stato Gabriele Giannini, autore di una gara molto consistente che gli ha permesso di prendersi il secondo posto a 4.738 da Delbianco. Una prova pesante, perché lo mette subito in una posizione di classifica importante e perché lo fa in una gara dove i riflettori erano puntati soprattutto su altri nomi.

Sul podio ci sale anche Michele Pirro, terzo a 5.576, ma il suo sabato non può essere letto soltanto dal risultato finale. Perché il piazzamento racconta una certa solidità, ma tutto il resto del pomeriggio, soprattutto nel post gara, ha raccontato un pilota molto più agitato e polemico di quanto non dica il podio.

Delbianco: “Se me lo avessero detto a Eicma, non ci avrei creduto”

Le parole di Delbianco nel dopo gara spiegano bene il peso specifico di questo successo. Non solo per il risultato, ma per il contesto in cui è arrivato. Il nuovo regolamento, il passaggio alla Production, l’assenza di riferimenti precedenti con Yamaha: tutti elementi che avrebbero potuto rendere più complicato l’inizio di stagione.

E invece Delbianco ha scelto di partire attaccando. Se a Eicma, quando è uscito il regolamento nuovo e abbiamo capito che la Superbike sarebbe diventata Production, qualcuno mi avesse detto che avrei iniziato la stagione con pole e vittoria sarei rimasto incredulo”, ha detto.

Poi ha aggiunto il punto chiave del suo ragionamento: Non abbiamo dati, nessuno ha corso l’anno scorso in Production Bike con Yamaha e quindi siamo partiti da zero. Ma da quando l’ho provata è stato amore a prima vista. La gara è andata bene, sono contento”.

Dentro c’è tutta la forza del suo sabato. Perché Delbianco non ha vinto da pilota che si è semplicemente appoggiato a una base già pronta. Ha vinto da uomo che, insieme al team, ha dovuto costruire quasi da zero un pacchetto competitivo e che lo ha fatto meglio degli altri fin dal primo weekend.

Nel post gara esplode la polemica Pirro-Ducati

La parte più calda del sabato, però, è arrivata dopo la bandiera a scacchi. In conferenza stampa l’atmosfera si è fatta pesante, con Pirro e Delbianco che non si sono neanche guardati in faccia. Ed è stato proprio Pirro a far salire subito la temperatura, con dichiarazioni durissime sul rendimento della Ducati in Gara 1.

Sono stupito. Oggi la Ducati le ha prese da Honda e Yamaha. E Ducati è da qualche anno il riferimento nelle moto di serie”, ha detto il pilota del Garage 51. Poi la frase che ha dato il senso della sua amarezza: Poi per carità, non discuto il livello dei piloti, ma vedere una Yamaha che sta con una Ducati sul dritto è strano”.

È una dichiarazione pesante, perché va oltre la semplice delusione del singolo risultato. Pirro ha chiaramente messo in discussione il quadro tecnico emerso in pista, lasciando intendere che il rendimento visto a Misano non sia facilmente spiegabile con i soli valori mostrati dai piloti.

La risposta ironica di Delbianco e la tensione che sale

Delbianco, da parte sua, non ha lasciato scivolare del tutto la polemica. Anzi, ha risposto con un’ironia piuttosto evidente: L’ho visto con Rinaldi, mi sverniciava sul dritto. Vedremo al Mugello con quel rettilineo lungo.

Una frase breve, ma sufficiente a far capire che il clima si era già surriscaldato. Pirro non si è fermato alla prima uscita. Anzi, ha spinto ancora di più sul concetto. Dovremo capire perché oggi siamo andati così, perché non lo capisco. È strano. C’è qualcosa che non va”, ha detto. Poi ha allargato ancora il ragionamento al confronto con la stagione passata: L’anno scorso in Production non ho mai visto una Yamaha o una Honda sul podio. Non discuto il livello di Alessandro, ma con 26 anni di corse di esperienza alle spalle mi sento di dire che qualcosa di strano c’è. Essere la prima Ducati non è una buona consolazione per me”.

Il tema dei 5 kg di zavorra accende ancora di più la discussione

Dentro alla lettura di Pirro c’è poi un altro tema pesantissimo: quello della zavorra da 5 kg che grava sulle Ducati. Una penalizzazione imposta per le eccessive prestazioni mostrate nello scorso campionato di Production Bike, e che inevitabilmente entra nel discorso quando si parla del rendimento visto a Misano.

Pirro non ha nascosto il fastidio neppure su questo punto: È una penalità data prima di scendere in pista in questa stagione. Dovremmo fare come fanno al mondiale, nel WorldSBK, che le penalità le danno dopo che uno inizia a vincere. Non prima dell’inizio della stagione”.

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