JEREZ DE LA FRONTERA – Fabio Di Giannantonio arriva in Europa con i gradi di “miglior ducatista” in classifica — quarto assoluto davanti persino a Marc Marquez — ma l’armonia nel box di Borgo Panigale sembra tutt’altro che scontata. Secondo quanto detto da GP One, il pilota del team VR46 ha rivelato qualche chicca sullo sviluppo della Desmosedici.

Il “caso” Marquez: piloti non allineati

Le parole di Di Giannantonio sono un fulmine a ciel sereno per chi immaginava un fronte comune tra i piloti della “Rossa”. Secondo il romano, il percorso evolutivo intrapreso dagli ingegneri di Borgo Panigale starebbe premiando lo stile di guida del nove volte campione del mondo.

“Lo sviluppo è andato nella direzione di Marc,” ha dichiarato senza giri di parole. “Io e Pecco stiamo faticando a livello di fiducia sull’anteriore. Il mio stile va nella direzione opposta e sto cercando di andare in controtendenza perché con l’assetto attuale faccio fatica a essere competitivo”. Una frattura tecnica netta: Di Giannantonio lamenta la perdita di quel feeling granitico con l’avantreno che è sempre stato il marchio di fabbrica Ducati, ora sacrificato sull’altare di un nuovo equilibrio che non mette tutti d’accordo.

Una schiena “di cristallo” per la sfida di Jerez

Oltre alle beghe tecniche, il pilota della VR46 deve fare i conti con la propria tenuta fisica. Dopo i pesanti urti rimediati in Brasile e nella Sprint statunitense, gli esami hanno evidenziato una piccola frattura alla schiena. “Il dolore c’è ancora, soprattutto in alcune posizioni, ma è gestibile,” ha rassicurato Fabio. Nonostante la condizione non ottimale, l’obiettivo resta quello di fare bene nel GP di Spagna, sperando che il test di lunedì porti le soluzioni invocate per correggere una moto troppo aggressiva sulle gomme posteriori.

Mercato: la calma del “Diggia”

Con il paddock in fermento per i contratti 2027, Di Giannantonio resta l’oggetto del desiderio di diverse scuderie, forte di un avvio di stagione consistente. Tuttavia, la sua ricetta per il futuro è semplice: delega totale al management e focus assoluto sul cronometro. “A 27 anni sapere che c’è interesse intorno a te è importante, ma non voglio distrazioni. Io penso solo a essere veloce e a provare a vincere”.

Il weekend di Jerez si preannuncia caldissimo: non solo per le temperature andaluse, ma per un confronto interno alla Ducati che, dopo queste dichiarazioni, sposta i riflettori dal cronometro alla gestione dei piloti.

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