Jorge Martin tenta il recupero dopo la frattura al polso destro. Claudio Costa, intervistato da GPone, spiega perché il rientro a Sepang appare complicato

Jorge Martin vuole tornare in pista a Sepang, ma il recupero dall’infortunio di Phillip Island resta una sfida complicata. Il pilota Aprilia sta proseguendo le cure dopo la frattura al polso destro. L’obiettivo è ottenere l’idoneità medica per partecipare al Gran Premio della Malesia. A decidere sarà la valutazione dello staff medico della MotoGP, guidato dal dottor Ángel Charte. Intanto, a esprimere forti dubbi sulle possibilità di rientro è Claudio Costa, storico fondatore della Clinica Mobile. Intervistato dai colleghi di GPone, Costa ha spiegato perché la posizione della frattura rappresenti un ostacolo particolarmente importante.
Claudio Costa: “Con il polso destro correre è quasi impossibile”
Secondo Costa, il problema principale non riguarda soltanto i tempi di recupero, ma soprattutto il polso interessato. “Sono molto triste per lui e gli faccio tanti auguri. La sfortuna, oltre alla frattura del polso, è che si tratta del destro. Se fosse stato il sinistro non avrebbe corso domenica in Australia, ma in Malesia avrebbe corso sicuramente, ovviamente con la medicina costiana”.
Per spiegare la propria posizione, Costa ha ricordato uno degli episodi più particolari della sua carriera. Nel 1994, Kevin Schwantz riportò una frattura al polso sinistro durante le prove del Gran Premio d’Olanda ad Assen. Il pilota americano riuscì a proseguire la stagione grazie a un’immobilizzazione speciale e ad alcune modifiche alla Suzuki. Successivamente, vinse anche il Gran Premio di Gran Bretagna a Donington. “Ho avuto piloti che sono andati sul podio e hanno persino vinto con un polso fratturato il giorno prima, durante le prove”.
Il medico ha precisato di non aver visionato direttamente le radiografie dello spagnolo. La sua valutazione dipende quindi dalle informazioni disponibili sulla frattura e sull’assenza di un intervento chirurgico. “A una settimana di distanza, con il polso destro, correre è molto difficile. Direi impossibile, anche se si può sempre tentare. In Qatar sarebbe sicuramente in una condizione nella quale l’impossibile può diventare possibile. In Malesia è impossibile, ma in Qatar è possibile”.

