Gigi Dall’Igna ha raccontato a MCNews.com.au la MotoGP del futuro: Ducati 2027 completamente nuova, intelligenza artificiale, ABS da corsa e l’idea di una soluzione ibrida. Poi ammette: “In alcune piste Aprilia oggi ha il miglior equilibrio”

Una Ducati completamente nuova, l’intelligenza artificiale già utilizzata nello sviluppo, un possibile ABS da competizione e persino l’idea, poi scartata, di aggiungere un piccolo motore elettrico alle MotoGP del 2027. Gigi Dall’Igna ha aperto una finestra molto interessante sul presente e soprattutto sul futuro della Ducati nel corso di una lunga intervista concessa al media australiano MCNews.com.au.
Secondo Dall’Igna, della MotoGP attuale si potrà portare nel nuovo progetto soprattutto una cosa: l’esperienza accumulata. “La cosa più importante è il know-how che possiedi. Quello sicuramente lo porterai nel futuro. Non ci sono molte cose che puoi trasferire. Con il divieto dei ride-height device, una cilindrata differente e pneumatici differenti, alla fine devi costruire una moto completamente nuova. Mi entusiasma assolutamente. Quando puoi partire da un foglio completamente bianco, per un ingegnere è il miglior giocattolo che tu possa avere.”

“Onestamente, mi sarebbe piaciuto avere un piccolo motore elettrico sulla moto del 2027. All’inizio ci ho spinto. Ma il problema principale erano i costi. Dal punto di vista economico sarebbe stato sicuramente molto complicato. Però stiamo lavorando molto sull’intelligenza artificiale. Ci sono alcuni aspetti della moto che si comprendono meglio attraverso l’AI che con un normale modello fisico. In alcune aree funziona meglio il modello fisico, mentre in altre sei più preciso utilizzando l’intelligenza artificiale.”
Poi gli viene chiesto quale area dello sviluppo riaprirebbe se avesse maggiore libertà regolamentare. “Penso che potrebbe essere qualcosa legato all’area della frenata, come l’ABS, per migliorare la sicurezza del sistema. Credo che sarebbe molto importante anche per una moto di serie, perché è un’area nella quale possiamo sviluppare tantissimo. Abbiamo imparato molto sui sistemi di controllo della trazione e credo che potremmo utilizzare quella conoscenza anche con l’ABS.”

Anche le sospensioni elettroniche rappresenterebbero un settore estremamente interessante. Ma qui Dall’Igna individua immediatamente un problema. “Alla fine il ride-height device è qualcosa di simile a un sistema di sospensioni. Se permetti le sospensioni elettroniche, torni al ride-height device, perché attraverso le sospensioni puoi sicuramente controllare il centro di gravità della moto. Dal punto di vista tecnico sarebbe fantastico.“
L’intervista si chiude anche con un passaggio molto interessante sui piloti Ducati. In una MotoGP nella quale esistono telemetria, video, simulazioni e quantità enormi di informazioni condivise, si potrebbe pensare che un pilota possa semplicemente guardare i dati di un compagno e provare a replicarli. Dall’Igna ha spiegato perché non funziona così. “Ogni pilota ha uno stile differente. Anche quando provano a copiarsi tra loro, è impossibile. Lo stile di Marc nelle curve a sinistra è impossibile da copiare. E Pecco a volte è impossibile copiarlo nella fase di frenata. Per quanto riguarda Diggia invece, ottima velocità di percorrenza. È uno dei migliori. In quella fase la sua corner speed è veramente molto buona.”

