In un’intervista rilasciata a motorsport.com, Pedro Acosta, fresco di contratto biennale con il team rosso in Ducati, si è espresso proprio sul suo futuro arrivo nel team di Borgo Panigale e sulla convivenza col futuro compagno di squadra: Marc Marquez.

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Pedro Acosta nel paddock a Silverstone – ph: Motogp.com

Il pilota di Murcia, pronto ad approdare in Ducati, viene da sei anni di KTM, di cui tre trascorsi nella classe regina. Il suo percorso nelle classi minori è stato quello del predestinato. Campione del mondo Moto3 al debutto, nel 2021, e autore di un’ottima stagione d’esordio in Moto2, nel 2022. Prima di passare in MotoGP nel 2024, però, non poteva farsi mancare il titolo iridato nella classe di mezzo, conquistato alla sua seconda stagione in quella categoria, quella 2023.

Tirando le somme di questi primi tre anni, di primo impatto sembrerebbe che Acosta abbia fatto meno di quanto ci si potesse aspettare da lui. Infatti, fino a questo momento, non è mai riuscito a vincere una gara, se non la discussa Sprint Thailandese di quest’anno. Ha conquistato appena 2 pole ed è salito sul podio non più di 13 volte. La sensazione cambia, però, se si fa il confronto con i suoi compagni di marca. L’unica stagione in cui non è stata la prima KTM nella classifica finale è stata quella d’esordio, ovvero la 2024, dove era finito appena due punti dietro al ben più esperto Brad Binder. Per il resto del tempo è sempre stato il riferimento della casa austriaca, dando l’impressione che, con una moto diversa, anche i risultati sarebbero stati ben diversi.

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Pedro Acosta in Thailandia nel 2026 – ph: Motogp.com

“Sono molto grato alla Ducati per avermi permesso di far parte del suo progetto, nonostante non abbia ancora vinto una gara in MotoGP”. È questo il commento del 37 spagnolo in merito a quanto detto. Nonostante spesso passi come una personalità baldanzosa, nel corso dell’ultima intervista, è sembrato tenere un approccio molto umile per la nuova sfida Ducati. Riguardo a quello che sarà il primo impatto con la nuova aria ha detto quanto segue. “Per fortuna resterò lì almeno due anni. Così avrò tempo per prendere il ritmo nel primo anno e vedere cosa succede nel secondo”

Non ha potuto evitare di esprimersi anche sul compagno di squadra, un piuttosto ingombrante sia a livello di nome che di palmares, Marc Marquez. “Non ho la più pallida idea di cosa mi aspetterà in quel box, ma non sento alcuna pressione. Marc è nella fase finale della sua carriera e io sto iniziando la mia”. È così che ha debuttato; ha poi continuato mettendo a confronto la grande esperienza di Marc in quel box con la sua, ovvero nessuna. “Marc conosce tutti in fabbrica, mentre io avrò bisogno di tempo per adattarmi ad un box completamente italiano. Mi trovo di fronte ad un capitolo completamente nuovo, quindi non ho alcuna pressione.”

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