Franco Morbidelli chiude 14° il venerdì di Silverstone, ma vede segnali positivi sul passo: “Stiamo lavorando di più sul mio stile di guida e sull’approccio”

Il 14° posto nella PreQualifica non racconta completamente il venerdì di Franco Morbidelli a Silverstone. Il pilota VR46 è rimasto fuori dall’accesso diretto alla Q2, ma nel corso della giornata ha trovato alcuni segnali incoraggianti, soprattutto sul passo. La novità più interessante riguarda il metodo di lavoro scelto insieme alla squadra. Morbidelli ha spiegato come il box abbia deciso di limitare gli interventi più importanti sulla Ducati, concentrandosi maggiormente sul pilota.
“Ci sono stati degli spunti molto positivi. Non possiamo essere contenti di una P14, ma possiamo essere fiduciosi e consapevoli degli aspetti positivi che abbiamo visto oggi.” ha raccontato al media scrum a fine giornata. “Abbiamo cambiato il nostro modo di lavorare sul pacchetto. Ci stiamo concentrando di più su di me, sullo stile di guida e sull’approccio, piuttosto che sulle soluzioni tecniche. Continuiamo ad aggiustare dal punto di vista tecnico, però non ci spostiamo troppo e non proviamo cambiamenti troppo grandi”.

Una parte importante del venerdì è stata dedicata anche alla posizione di guida, con una prova significativa effettuata già durante la sessione mattutina. Secondo Morbidelli, i risultati si sono visti soprattutto sulla distanza. “Ci sono stati momenti della giornata nei quali ero molto veloce, soprattutto dal punto di vista del passo”.
Le difficoltà sono emerse quando è arrivato il momento di cercare il time attack. Morbidelli ha ammesso di aver commesso diversi errori nei tentativi decisivi, senza riuscire a trasformare il buon ritmo mostrato durante la giornata in un tempo sufficiente per entrare nella top ten. “Nei time attack ho fatto tanti errori. Oggi non sono riuscito a interpretare nella maniera giusta soprattutto la frenata.”
Alla fine, Morbidelli ha anche respinto l’idea che le difficoltà del momento possano derivare da un particolare peso mentale. “Un pilota non è mai totalmente libero di testa, perché ci sono tante cose da gestire. Però, considerando tutto quello che ho vissuto durante la mia carriera, non sento di essere in un momento nel quale ho più cose per la testa rispetto ad altri periodi”.

