Paolo Campinoti, manager del team Pramac, analizza la stagione difficile in Yamaha e le prestazioni di Toprak Razgatlioglu ai microfoni del podcast Mig Babol.

Il passaggio di Pramac da Ducati a Yamaha si sta rivelando una sfida sportivamente complicata. I risultati in pista sono lontani dalle aspettative, ma il capo Paolo Campinoti non perde assolutamente il suo sorriso. Ospite dell’ultima puntata del podcast Mig Babol, condotto da Andrea Migno, il manager ha tracciato un bilancio onesto. Ha analizzato le enormi difficoltà attuali ma ribadendo una fiducia totale nel progetto futuro.
Le statistiche dell’ultimo anno e mezzo mostrano un quadro sportivo oggettivamente insufficiente. La stagione 2025 si è conclusa con un amaro ultimo posto nella classifica a squadre. La prima metà di questo 2026 non ha purtroppo cambiato le carte in tavola. Il divario di punti e risultati con la squadra ufficiale è evidente, segno che i piloti del team indipendente stanno faticando enormemente a trovare il limite della M1.

Toprak Razgatlioglu non è ancora riuscito a guidare come è capace di fare. Il fenomeno turco, approdato finalmente in MotoGP come debuttante, sta pagando il duro scotto dell’adattamento ai freni in carbonio e alle gomme Michelin. Oltre alla diversità del mezzo con cui corre, rispetto alla SBK, bisogna ricordare che siede su quello con le difficoltà più evidenti. Campinoti, però, intravede in lui un grandissimo potenziale che aspetta solo di esplodere. Il manager sa perfettamente che l’obiettivo primario di Prama non è pretendere immediatamente la moto migliore, ma costruire una solida base tecnica capace di massimizzare i futuri pacchetti di sviluppo promessi da Yamaha.

