Michele Pirro nel podcast di MigBabol ha rivelato un aspetto interessante tra Ducati e il talento puro di Casey Stoner

Michele Pirro

Casey Stoner è senza dubbio considerato uno dei migliori piloti di sempre. Seppur il suo ritiro sia arrivato precocemente, il suo stile e il suo talento sono rimasti impressi nei cuori dei tifosi. L’australiano è noto per il suo polso destro, in grado di domare bestioni come i prototipi di MotoGP senza la minima traccia di TCS (controllo di trazione).

In questi giorni Andrea Migno ha pubblicato sulla pagina del suo podcast “MigBabol” un’intervista con Michele Pirro, tester Ducati e pilota di punta della squadra italiana nel CIV. Michele e Casey si sono incrociati nel box nel 2016, quando Stoner era stato chiamato per lo sviluppo della Desmosedici. “Quando sono arrivato in azienda, la mentalità era una sola: tutti ripetevano che solo Stoner poteva guidare e vincere con quella moto”, ha ammesso Pirro.

“Lui non faceva il collaudatore con lo scopo dello sviluppo a lungo termine, ma girava creando mappe e assetti che solo lui poteva usare”. Il vero divario tra Stoner e il resto dei comuni mortali risiedeva nella totale assenza di elettronica. Il fenomeno australiano detestava gli aiuti moderni. “Non voleva comandi elettronici. Il traction control lo faceva lui da solo con il freno dietro e non voleva nemmeno un sistema anti impennata”, ha spiegato Pirro. Le sue indicazioni tecniche sembravano provenire da un altro pianeta. Mentre campioni straordinari come Jorge Lorenzo o Andrea Dovizioso parlavano la stessa lingua di Pirro, Stoner raccontava di manovre ai limiti delle leggi fisiche.

Questi sono i motivi che hanno reso breve la “carriera da collaudatore” di Casey Stoner. Ducati ha preferito seguire un pilota con le capacità di sviluppare una moto omogenea e che non sia concentrata sullo stile di un solo pilota.

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