Nel paddock del World Ducati Week, come vi avevamo già anticipato ieri, sono esposte alcune delle moto che hanno fatto la storia di Borgo Panigale. Se non avete potuto andare al WDW, il nostro Simone Landi le ha prese e fotografate per voi. Qua ve la spieghiamo. metteremo in ordine sparso, non cronologico.

Questa moto è per rispettare le regole della Superbike. La 851 SP2 rappresenta una delle prime vere moto speciali Ducati derivate dalla serie. Con il motore da 888 cc, molto vicino a quello delle racing ufficiali, anticipa la filosofia che renderà Borgo Panigale una leggenda nel mondiale SBK negli anni.


Questa è una delle icone assolute della Ducati: con Carl Fogarty diventa la moto simbolo del dominio rosso in Superbike. Nel 1995 Fogarty conquista il suo secondo titolo mondiale, entrando definitivamente nella leggenda. Un bellissimo capitolo della storia di Borgo Panigale e del mondiale Superbike.

La 750 GT: porta su strada il bicilindrico a L. È una moto fantastica che porta eleganza, essenzialità e soprat titto è un simbolo del passaggio verso la grande tradizione sportiva di Borgo Panigale.

Raffreddamento ad aria, due valvole e una filosofia ancora Ducati. In pista conquista vittorie importantissime, da Daytona a Misano, diventando una moto di transizione ma anche fondamentale per il rilancio di Borgo Panigale nel panorama racing.

La 750 Imola Desmo è la moto della storica 200 Miglia di Imola del 1972. Bruno Spaggiari sfiorò la vittoria prima di restare senza benzina all’ultimo giro, consegnando il successo Paul Smart, suo compagno di squadra.

Per gli appassionati MotoGP: la GP03 segna il debutto Ducati nella masterclass. Un progetto potentissimo, nato per sfidare direttamente i colossi giapponesi. Con Loris Capirossi arrivano subito il podio all’esordio a Suzuka e la prima vittoria a Barcellona, appena alla sesta gara nella classe regina.

Ne avevamo già parlato ieri, la Desmosedici RR è il sogno MotoGP portato su strada: una replica a produzione limitata nata dal progetto Desmosedici. Presentata come prima vera racing replica stradale della MotoGP moderna, resta una delle Ducati più ambite dai collezionisti.

Il Cruiser fu uno dei tentativi più audaci di Ducati nel mondo degli scooter. È tecnologico, elegante e persino troppo avanzato per il suo tempo, contando che siamo solo a inizio anni 50. Dotato di cambio automatico, avviamento elettrico e linee curate, non ebbe il successo sperato (questo ce lo dice Ducati nella descrizione al museo, ndr) ma resta una testimonianza della voglia di sperimentare di Borgo Panigale.

La 900 TT IOM è la moto del ritorno leggendario di Mike Hailwood al Tourist Trophy dell’Isola di Man. Dieci anni dopo il ritiro, Hailwood vinse con Ducati davanti a un pubblico (sia quello presente che quello da casa) incredulo, trasformando quella gara in uno dei capitoli più romantici della storia di Borgo Panigale.

La Gran Sport “Marianna” è la prima vera moto da corsa firmata Fabio Taglioni, nata per le grandi gare di fondo. Tra Motogiro d’Italia e successi nelle classi 100 e 125 cc.

Il “Cucciolo” segna l’ingresso di Ducati nel mondo delle due ruote: non ancora una moto, ma un piccolo motore ausiliario montato su bicicletta. Da quella soluzione semplice e geniale nasce il primo capitolo della storia motociclistica di Borgo Panigale. Prima si producevano componenti per Radio e apparecchi elettronici.

