Quando parla Dani Pedrosa, anche senza casco e senza tuta da gara, tutti ascoltano sempre con un’attenzione diversa. A Jerez, dove era presente per seguire da vicino il lavoro della KTM nel weekend e poi prendere parte al test ufficiale del lunedì, l’ex campione spagnolo ha letto il Mondiale 2026, con la lucidità di chi conosce bene il peso delle sensazioni, ma anche quello dei dettagli tecnici.

La sua sintesi sul campionato è piuttosto chiara: il mondiale è più teso, più aperto e più instabile di quanto ci si aspettasse. Per Pedrosa, oggi, i due nomi che stanno davvero orientando la corsa al titolo sono Marco Bezzecchi e Marc Marquez, ma con una porta ancora aperta per Jorge Martin.
Pedrosa ha raccontato cosa significhi per lui essere a Jerez oggi, da osservatore privilegiato e non più da pilota in griglia. E dalle sue parole emerge chiaramente quanto quel weekend resti speciale, forse persino di più adesso. “Adesso noto molto, molto di più l’affetto delle persone rispetto a quando correvo”, ha raccontato ha spiegato in un’intervista rilasciata a Motosan.es, spiegando che in carriera, tra interviste, lavoro col team e concentrazione, quel rapporto con i tifosi era inevitabilmente più filtrato. Oggi invece il tempo c’è, e con lui anche la possibilità di vivere quel legame in maniera più piena.
Della competizione gli manca ancora la sfida, ma non tutto
Pedrosa non ha nascosto che qualcosa della gara gli manchi ancora. E non è difficile capire cosa. Non tanto il contorno, ma la sfida. “Mi mancano certe cose, soprattutto la sensazione della sfida, la sensazione anche di arrivare a quella sfida, di vincere. È qualcosa che riempie tantissimo.” Ma subito dopo ha rimesso tutto in prospettiva, chiarendo che esiste anche una parte della vita da pilota che non rimpiange affatto.
Oggi Pedrosa è anche una voce tecnica molto autorevole per DAZN Spagna: “Cerco di trasmettere un po’ quelle cose che vedo, spiegate in modo che il tifoso le possa seguire, che le possa capire”, dice. Non sempre è semplice, perché in MotoGP tutto succede velocissimo e bisogna trovare il tempo giusto anche dentro la telecronaca. Però per lui resta un esercizio naturale, quasi spontaneo. “È il mio campo”, in sostanza, il senso del suo discorso.

Per Pedrosa il Mondiale 2026 è “abbastanza teso”
La fotografia che fa del campionato è molto interessante, perché mette insieme la crescita di Aprilia e il momento più incerto di Ducati. Pedrosa parte da un concetto semplice: Bezzecchi aveva già chiuso fortissimo il 2025, ma nel 2026 il progetto di Noale ha aggiunto ancora più consistenza.
“Quest’anno il mondiale è abbastanza teso”, spiega. “L’anno scorso abbiamo visto un Bezzecchi finire molto forte, ma quest’anno si è aggiunto Martin, si è aggiunto Ogura, anche Fernandez in qualche gara, in generale tutta Aprilia”.
Poi ha parlato di Ducati. “Stanno dominando e quello che non ci aspettavamo era quel punto di mezza incertezza che sta avendo Ducati in questo momento. Sono lì, ma non sono così forti come negli anni passati”, è il senso del suo ragionamento. “Il titolo piloti credo che sarà, per quello che sto vedendo, tra Bezzecchi e Marc, ma anche Martin può avere qualcosa da dire”, spiega. Poi mette subito una condizione fondamentale: se non ci saranno incidenti, cadute o infortuni. Perché in una stagione così tesa e con moto così fisiche, il margine tra essere dentro e uscire dalla lotta è sottilissimo.

La sua lettura dei tre è molto precisa. Bezzecchi è quello che vede più solido e più costante: “Bezzecchi ci sarà sicuro, è molto regolare”. Martin, invece, resta per lui un’incognita più ampia, capace di inserirsi ma ancora meno leggibile. Marc, infine, ha il compito più delicato: “dovrà cercare di contrastare la spinta che sta dando Bezzecchi”.
E Pedro Acosta…
“Credo che Pedro sia in un momento di forma splendido”, dice. Ma la sua analisi non si ferma lì, perché subito dopo arriva il limite più grande: non sempre la moto è all’altezza di ciò che il pilota riesce a esprimere. “Forse in qualche gara la moto non è del tutto all’altezza e questo lo penalizza, ma speriamo che lui riesca a supplire al massimo”.

