Jerez presenta il conto a Marquez: zero pesantissimo e classifica che si complica

Il Gran Premio di Spagna lascia a Marc Marquez una ferita vera, di quelle che pesano più della semplice caduta. A Jerez, il pilota Ducati è finito a terra nel corso del secondo giro, in Curva 11, la prima delle due destre velocissime che caratterizzano il tratto finale del circuito andaluso. Uno zero pesantissimo, perché arriva in un momento in cui servivano continuità, punti e conferme, e invece consegna al campione del mondo in carica un colpo duro anche in ottica classifica.

Il dato più pesante è infatti quello del Mondiale: dopo il ritiro spagnolo, Marquez si ritrova a 44 punti da Marco Bezzecchi nella classifica piloti. Un margine importante, che rende ancora più amaro un weekend che pure aveva regalato segnali forti tra pole position e vittoria nella Sprint.

La caduta arriva mentre stava costruendo la sua vera gara

La parte più interessante delle sue parole è che Marquez non prova a nascondersi, ma nemmeno cade nella tentazione di dare spiegazioni forzate a qualcosa che, dal suo punto di vista, non ha ancora una lettura completa. La sua analisi è molto diretta: quando cadi, nella maggior parte dei casi, hai sbagliato qualcosa. Ma non tutte le scivolate, secondo lui, vanno scomposte fino all’ossessione.

Se cadi è perché hai sbagliato qualcosa. Normalmente il 90% delle cadute è colpa del pilota, ma con alcune cadute è meglio non cercare il perché”, ha spiegato ai microfoni di Sky.

Il punto è che la sua gara, di fatto, non era ancora davvero iniziata sul piano del ritmo. Marc era ancora dentro la fase di lettura della corsa, quella in cui stava cercando di capire cosa potesse realmente fare con il pacchetto a disposizione. E proprio questo rende la caduta ancora più difficile da incasellare.

Se ti dicessi che avevo capito qualcosa in un giro e mezzo ti direi una bugia”, ha ammesso. Marc stava ancora costruendo il suo GP. Stavo cercando di capire il feeling e di lottare per la terza-quarta posizione che era l’obiettivo di oggi”, ha spiegato.

La dinamica: anteriore chiuso quando era già sul gas

Sul piano tecnico, il suo racconto si concentra su un punto preciso. La Desmosedici gli si è chiusa davanti quando lui era già in accelerazione, in una delle zone più delicate e veloci del tracciato.

Mi si è chiuso il davanti quando ero già sul gas”, ha raccontato. E poi ha aggiunto un dettaglio che dice molto sulla dinamica e sulla pericolosità del punto: Non ho neanche provato a tenerla perché in quel punto è meglio arrivare nella ghiaia da solo”.

Pole e Sprint non bastano a cambiare la verità del weekend

Il punto forse più forte del suo post gara, però, arriva quando mette in prospettiva tutto il weekend. Perché Marquez non si aggrappa né alla pole né al successo nella Sprint per raccontarsi un Jerez più competitivo di quanto, secondo lui, sia stato davvero.

Anzi, fa esattamente il contrario. In questo weekend valevo la 4°-5° posizione”, ha detto senza girarci intorno.

Marc riconosce apertamente che pole e vittoria Sprint sono arrivate in un contesto molto particolare, in condizioni in cui serviva una guida pulita, precisa, quasi chirurgica. Ma la gara lunga, quella che racconta più fedelmente il livello complessivo del pacchetto, secondo lui lo collocava più indietro.

“Ho fatto la pole e ho vinto la Sprint, ma in entrambi i casi in circostanze molto particolari quando bisogna guidare cercando di essere il più puliti possibili. Dobbiamo crescere poco a poco come pacchetto moto-pilota”.

Alex era più forte, e Marc lo riconosce senza girarci intorno

Dentro alla sua analisi c’è spazio anche per il vincitore di giornata, suo fratello Alex (Marquez, ndr). E anche qui Marc sceglie una linea molto pulita, senza proteggersi dietro al ritiro o al “what if” della gara interrotta troppo presto. Per lui, semplicemente, Alex oggi ne aveva di più.

L’ho sentito vicino in Curva 5 e se non mi passava alla 6 lo avrebbe fatto alla 9. Oggi era il suo giorno, già nel warm-up era andato fortissimo, ha spiegato.

Domani abbiamo una giornata di test importante e possiamo subito risalire in sella e continuare a lavorare”, ha detto.

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