Nel mercato MotoGP non contano soltanto le moto e i contratti dei piloti. Spesso, a spostare davvero gli equilibri, è anche ciò che succede dentro al box. Ed è per questo che attorno al futuro di Pecco Bagnaia in Aprilia si sta aprendo un fronte molto interessante, forse persino più delicato di quanto sembri a prima vista. L’ipotesi che sta prendendo corpo è che Cristian Gabarrini non segua il numero 63 nella sua avventura quadriennale a Noale, con accordo fino al 2030.
Sarebbe un dettaglio solo in apparenza secondario. Perché Gabarrini non è un tecnico qualsiasi nell’universo di Bagnaia: è una figura centrale del suo percorso, uno degli uomini che più hanno inciso nella costruzione dei suoi anni Ducati e nella definizione del suo equilibrio tecnico. Se davvero questa coppia dovesse separarsi nel passaggio ad Aprilia, il cambiamento avrebbe un peso notevole non soltanto sul piano simbolico, ma anche su quello operativo.

Quando un pilota del livello di Bagnaia cambia casa, la prima lettura si concentra quasi sempre sulla moto. In realtà il punto è più ampio. Cambiare progetto significa cambiare linguaggio tecnico, riferimenti, dinamiche di sviluppo, sensibilità nella lettura del weekend e spesso anche le persone con cui si lavora ogni giorno.
Secondo quanto detto a PoleGP da persone vicine al pilota, sembra che Cristian Gabarrini non seguirà Pecco Bagnaia nella sua avventura a Noale. Gabarrini, quindi, rimarrà in Ducati dove potrebbe diventare il nuovo capotecnico di Pedro Acosta.

Ed è qui che entra in scena il nome di Daniele Romagnoli, attualmente capotecnico di Jorge Martin in Aprilia. Romagnoli rappresenterebbe una soluzione interna, già inserita nel contesto tecnico di Noale e già pienamente dentro le logiche della moto. Sarebbe quindi una scelta coerente con l’idea di dare a Bagnaia un uomo che conosca già ambiente, struttura e caratteristiche del progetto. Inoltre, Romagnoli e Bagnaia hanno già lavorato nello stesso box quando il 63 correva nel team Pramac.
C’è l’ipotesi Romagnoli, ma resta legata anche al futuro di Martin
Il punto, però, è che il nome di Romagnoli non si muove da solo. La sua eventuale disponibilità dipende inevitabilmente anche da ciò che succederà a Jorge Martin. Oggi lavora con lui e il suo destino appare strettamente legato a quello dello spagnolo. Martin lascia Aprilia a fine 2026, e si apre uno spazio tecnico molto importante. Se invece Romagnoli decidesse di seguirlo nella prossima avventura, il quadro cambierebbe di nuovo.
Sul futuro di Martin, al momento, la pista più insistente porta verso Yamaha, ma è fondamentale restare dentro il perimetro corretto: si tratta ancora di uno scenario non ufficiale, quindi da leggere come possibile sviluppo di mercato e non come decisione già chiusa. Proprio questa incertezza rende la partita dei capotecnici ancora più interessante, perché il domino potrebbe coinvolgere non solo i piloti, ma anche gli uomini chiave dei rispettivi box.

