Tensione altissima in MotoGP per il GP del Qatar a causa del conflitto nel Golfo. Davide Tardozzi difende la presa di posizione di Marc Marquez e attacca duramente i colleghi che non si espongono con i vertici
Il clima all’interno del paddock della MotoGP si fa intenso non solo per la serratissima lotta al titolo, ma anche per le pesanti incognite geopolitiche. Al centro della bufera c’è il Gran Premio del Qatar, in programma tra due settimane. Il conflitto che da febbraio presenzia nella regione del Golfo non sembra cessare. Una situazione di massima allerta che ha spinto il team manager della Ducati, Davide Tardozzi, a intervenire a gamba tesa, schierandosi apertamente al fianco di Marc Marquez e lanciando una durissima frecciata a gran parte della griglia.

Le preoccupazioni per la sicurezza in vista della trasferta in Medio Oriente hanno spinto i piloti a organizzare una riunione segreta durante il fine settimana di Phillip Island. Il fine è discutere l’opportunità di recarsi a Losail e per stilare una lista di richieste chiare da presentare agli organizzatori, esigendo garanzie assolute sull’incolumità del paddock prima di dare il via libera all’evento.
In questo scenario di forte tensione, il campione in carica Marc Marquez si è trincerato dietro un impenetrabile silenzio. Questo rifiuto a commentare la situazione è stato immediatamente interpretato da molti addetti ai lavori come una netta dichiarazione: un segnale chiaro della sua non volontà di partecipare alla corsa senza garanzie di sicurezza.
L’attacco di Tardozzi: “Marc intelligente, chi tace mi dà fastidio”
A spegnere le interpretazioni ci ha pensato la dirigenza del box rosso. Davide Tardozzi ha respinto le critiche a Marquez, lodando invece la maturità della sua scelta. Il manager ha definito il fuoriclasse spagnolo molto intelligente per aver preteso l’introduzione di garanzie ufficiali prima di esporsi pubblicamente o di confermare la sua presenza.

L’intervento di Tardozzi si è però rapidamente trasformato in un’accusa contro alcuni piloti. Il dirigente ha infatti criticato duramente l’atteggiamento di chi condivide le paure, ma che evita il confronto diretto con la direzione. “Questo mi dà fastidio…”, ha detto Tardozzi, puntando il dito contro chi sceglie la via dell’omertà, rifiutandosi di parlare con i vertici della MotoGP e lasciando che siano sempre i soliti nomi pesanti, come Marquez, a farsi carico dell’esposizione mediatica e delle responsabilità politiche.

