Pecco Bagnaia arriva in Giappone senza illusioni e fissa la top 7 come traguardo realistico. Il pilota della Ducati analizza le incognite del nuovo asfalto di Motegi

L’ipotesi di replicare la doppietta dello scorso anno appare al momento un miracolo e Francesco Bagnaia non fa nulla per nascondere le attuali criticità tecniche del pacchetto Ducati. Il tracciato giapponese è storicamente positivo per lo stile di guida dell’italiano, ma quest’anno le variabili in gioco mischiano le carte in tavola. Bagnaia ha ribadito il suo affetto per la pista e per la cultura locale, sottolineando come il layout esalti la sua capacità di forzare le frenate. Tuttavia, l’asticella delle aspettative è stata abbassata drasticamente: l’obiettivo dichiarato è lottare per le prime sette posizioni.
A complicare i piani del box rosso c’è l’incognita del manto stradale rinnovato. Il pilota ha evidenziato la necessità assoluta di comprendere le differenze di aderenza offerte dal nuovo asfalto, sperando che possa risolvere i problemi di grip che lo colpiscono da tutta la stagione.

Sviluppo delle moto avversarie
Pecco ha fatto un confronto tra le sensazioni solite negative e quelle particolari del weekend a Motegi dello scorso anno. Ricordando lo stato di grazia di cui godeva: “Fantastiche sensazioni. Stavo guidando al 100% e mi stavo divertendo a guidare, a modo mio, come Frank Sinatra”
Ritrovare quella magia, tuttavia, si sta rivelando una vera impresa. Il n.63 ha confessato come il team stia provando invano a riprodurre quel feeling assoluto. Ma ad aggravare la situazione c’è la prepotente evoluzione tecnica degli avversari. Secondo l’analisi di Bagnaia, i valori in campo sono mutati: i marchi rivali hanno fatto passi da gigante, con una KTM definita in fortissima ascesa a partire dal round di Aragon, mentre la sua Ducati fatica terribilmente a estrarre il 100% del potenziale originale.

