Fermin Aldeguer, giovane spagnolo classe 2005, rimarrà nell’ecosistema Ducati almeno per i prossimi due anni. Calandosi le vesti azzurre del team Gresini e indossando quelle gialle di VR46.

La scelta di puntare su Aldeguer, probabilmente suggerita dai vertici di Ducati Corse, seppur molto promettente, è in controtendenza con la storia del team gestito da Alessio (Uccio) Salucci. Questo team, nato nel 2013 in Moto3, si poneva come obbiettivo iniziale quello di far crescere giovani talenti Italiani dell’academy VR46. Fino al 2022 il team non era mai sbarcato nella classe regina. Tra Moto2 e Moto3 era, nel frattempo, divenuto uno dei team più importanti delle classi minori, ottenendo vari successi, tra cui, su tutti, il mondiale Moto2 conquistato da Pecco Bagnaia nel 2018. Con il passaggio in MotoGP del 2022, avvenuto con moto Ducati, lo spirito del team è rimasto lo stesso di sempre, pur dovendo scendere a qualche compromesso.

La stagione 2024, per esempio, è stata la prima in cui il team VR46 non ha schierato in pista due piloti dell’academy. Difatti, come compagno di squadra di Marco Bezzecchi fu scelto Fabio Di Giannantonio, arrivato nel motomondiale con un percorso diverso. E proprio a sostituire Diggia, arriverà, per il 2027 e il 2028, Fermin Aldeguer, il primo non italiano della storia del team. Questa scelta, proprio come quella di Fabio Di Giannantonio, non rappresenta, però, un brusco cambio di visione rispetto alle idee iniziali. Ha più l’aspetto di un ampliamento degli orizzonti esplorabili. La VR46, dopo anni in cui si è affermata in MotoGP come uno dei team più credibili, ha deciso di allargare il suo progetto anche oltre i confini italiani e fa tutto ciò con un pilota forte come Fermin Aldeguer. La curiosità per la prossima stagione non fa che aumentare.

