È stata indubbiamente una gara sprint molto complicata per tutte le Ducati in pista a Silverstone, con i piloti di Borgo Panigale che hanno potuto solamente provare a limitare i danni dopo i primissimi giri di gara. Ha provato a farlo soprattutto Fabio Di Giannantonio, oggi seconda delle Desmosedici al traguardo dietro solo ad Alex Marquez. Il pilota VR46 nelle primissime tornate stava riuscendo anche a rimanere vicino ad Ai Ogura, ma dal quarto giro in poi ha dovuto affrontare un calo importante della gomma posteriore che gli ha fatto perdere anche il podio.

Le parole del romano dopo la Sprint
Diggia ha provato quindi a ricostruire la dinamica della sua gara al termine della sessione al media scrum: “Ho cercato di fare la migliore partenza che potevo e alla fine, all’inizio, avevo anche un bel ritmo, mi sentivo molto veloce, forse anche un po’ più veloce dei ragazzi davanti, per cui ci ho provato anche a passare Ogura. Soltanto che dal quarto giro la gomma dietro ci ha un po’ abbandonato e quindi è stata molto una sopravvivenza. Peccato perché di solito sono uno di quelli che tratta bene le gomme, invece oggi ero proprio in balia di lei, soprattutto nel posteriore, e abbiamo fatto un po’ fatica.”
“Io, a differenza di altri piloti di Ducati, lo dico dall’inizio dell’anno che l’Aprilia hanno qualcosa in più. C’è chi dice che noi abbiamo la moto per vincere, sì, abbiamo veramente una super moto, ma la dobbiamo migliorare perché alla fine i piloti di Aprilia stanno guidando in maniera eccezionale, ma hanno sicuramente qualcosa in più adesso per gestire meglio soprattutto il posteriore, ma proprio l’arco della gara. Noi siamo molto più impiccati, dobbiamo fare tutto perfetto per essere vicini e appena ci abbandonano un po’ il posteriore non abbiamo un anteriore così solido per poter starci vicini.”

Diggia spiega dove si trova la superiorità di Aprilia
A tal proposito il 49 descrive proprio cosa permetta alle RS-GP di fare la differenza su di loro qui a Silverstone: “Come si è visto oggi loro riescono a usare molto più il davanti soprattutto per entrare in curva nelle curve veloci, hanno molto più percorrenza e si affidano al posteriore solo per uscire e questo gli permette di gestire molto meglio il posteriore, quello che non riusciamo a fare neanche in questo momento. La moto andava molto bene (a inizio gara, ndr), poi ho iniziato a perdere il posteriore nell’ingresso che è il punto più pericoloso perché non c’è controllo di trazione, niente lì. Da lì in poi inizia ad essere difficile piegare la moto.”
L’italiano esprime poi la difficoltà di poter prevedere il comportamento delle gomme a fine gara a causa della lunghezza del singolo giro: “Qui il giro è talmente lungo che fai pochi giri e non arrivi a provare bene una gomma fino alla fine. Le altre piste invece entri in pista con la gomma a fine gara e quindi sai che al ventesimo giro cosa succede. Qui invece è stato proprio una sorpresa.”
Diggia risponde infine sulla superiorità mostrata da lui e Alex Marquez questo weekend sulle Ducati Lenovo, cosa che è successa anche in altri round in questa stagione: “Non so cosa sta succedendo lì, ma Marc oggi stava facendo un giro incredibile in qualifica e poi ha beccato la bandiera gialla e rossa. Quindi secondo me Marc sta andando esattamente come noi. Anzi, nelle ultime gare ha recuperato tantissimi punti quindi molto meglio.”

