Mauro Grassilli racconta la difficile trattativa per il rinnovo di Marc Marquez con Ducati fino al 2028: “Non avevamo alternative, volevamo continuare con lui”

Il rinnovo tra Marc Marquez e Ducati è stato annunciato ufficialmente il 23 giugno, ma il percorso che ha portato alla firma per le stagioni 2027 e 2028 è stato molto più complicato del previsto. Il nove volte campione del mondo e la Casa di Borgo Panigale avevano già manifestato da tempo la volontà di proseguire insieme. A cambiare completamente lo scenario è stato però il Gran Premio d’Indonesia del 2025. Marquez, diventato campione del mondo appena una gara prima in Giappone, venne coinvolto in un incidente con Marco Bezzecchi. Quello che inizialmente sembrava un normale episodio di gara provocò invece un nuovo grave infortunio alla parte superiore del corpo, costringendo lo spagnolo a saltare le ultime gare della stagione. Prima di procedere con il rinnovo, Ducati doveva avere la certezza che Marquez sarebbe riuscito a tornare competitivo ai massimi livelli.

A raccontare le difficoltà della trattativa è stato Mauro Grassilli, direttore sportivo di Ducati Corse e responsabile dei contratti dei piloti, ai microfoni di SpeedWEEK. “Ducati segue da tempo una strategia molto chiara: il nostro obiettivo è confermare il campione del mondo il prima possibile per il successivo periodo contrattuale. Dopo il titolo conquistato da Pecco nel 2023, per esempio, iniziammo immediatamente a lavorare per assicurarci la sua presenza nel 2025 e nel 2026. Dopo l’infortunio in Indonesia di Marc abbiamo attraversato mesi davvero difficili. Fu molto più semplice concludere il primo contratto. Quando passò da Gresini al Ducati Lenovo Team alla fine del 2024, tutto avvenne senza particolari complicazioni”.
“Lo scorso inverno la situazione è stata tutt’altro che semplice. Sinceramente, non avevamo alcun piano B”, ha ammesso Grassilli. “Abbiamo fatto tutto il possibile per continuare con Marc Marquez e Ducati ha mantenuto questa posizione per mesi. Durante tutto quel periodo non abbiamo mai considerato un’alternativa: si parlava esclusivamente di lui”.

